Prove di ricerca persone per le unità cinofile al raduno provinciale
Decine di cani e 150 volontari presenti all’addestramento organizzato dall’associazione Lupi dell’Appennino. Bernardi: «Ripeteremo l’iniziativa»
Casina. Nei giorni scorsi Casina ha ospitato un grande raduno provinciale per le unità cinofile, con esercitazioni alquanto impegnative e significative che hanno coinvolto più di 150 volontari e decine di cani da ricerca.
A proporre l’evento e curare buona parte dell’organizzazione è stata l’associazione “Lupi dell’Appennino”, mentre hanno partecipato tutte le associazioni aderenti al Coordinamento di Protezione Civile di Reggio Emilia. Un programma serrato di attività e momenti di analisi delle missioni, per garantire alla comunità interventi sempre più efficienti e qualificati nella gestione delle emergenze. E, in modo particolare, le simulazioni si sono focalizzate nelle operazioni di ricerca di persone disperse: sono stati “nascosti” in giro per il territorio “indizi” come zaini o indumenti e dei volontari che hanno impersonato persone che si erano smarrite chi con un’amnesia, chi con un infortunio alle gambe, così da simulare in modo realistico ogni condizione d’intervento, in situazioni e prove fedeli a quelle di un’emergenza reale anche grazie al lavoro il gruppo di segreteria d’emergenza e la squadra di radiocomunicazioni. Prove sul campo che i cani e i loro conduttori hanno superato brillantemente.
Molteplici gli obiettivi del raduno e della serie di esercitazioni. In primis la finalità è stata quella di conoscere i fattori di rischio e acquisire comportamenti di autotutela durante una ricerca d’emergenza; ricevere una valutazione sulla propria capacità operativa individuale e migliorare il proprio grado di addestramento; essere in grado di interagire con altri gruppi e metodi di lavoro, non omogenei. Il fine ultimo era di raggiungere un obiettivo comune: essere in grado di orientarsi in località sconosciute usando gli strumenti presentati durante i corsi di formazione.
«L’evento ha avuto una straordinaria partecipazione ed è risultato estremamente utile, tanto che abbiamo concluso con l’arrivederci all’anno prossimo: il raduno sarà senza dubbio ripetuto – ha spiegato l’ispettore Corrado Bernardi, referente dei Lupi dell’Appennino – Ricerca dei reperti, geolocalizzazione, comunicazioni radio hanno permesso di costruire interventi coordinati e di ampia scala. Esercitazioni così realistiche e anche impegnative sono il modo migliore per formarsi ed essere pronti a intervenire in ogni tipo di emergenza». —
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