Due anni di pena al muratore per la biro-pistola e altre armi illegali
REGGIO EMILIA. Condannato ieri a 2 anni e 2 mesi di reclusione (oltre al pagamento di 5mila euro di multa) e rimane agli arresti domiciliari il muratore 39enne Francesco Muto che in giugno era finito nei guai perché in possesso di un piccolo arsenale abusivo: una pistola a forma di biro come si vedono nei film di 007 (arma illegale che era nascosta nel controsoffitto), una Beretta calibro 7.65 non denunciata e 25 cartucce ma di proprietà dello suocero.. La Procura aveva chiesto una condanna più pesante (3 anni e 2 mesi di carcere), facendo riferimento ai precedenti penali dell’imputato. A sua volta l’avvocato difensore Vainer Burani ha specificato – nell’arringa – che l’imputato vive nella stessa abitazione dove risiede lo suocero, quindi per paura dei ladri tenevano le armi in punti diversi della casa condivisa. Inoltre la difesa ha chiesto che le attenuanti generiche venissero applicate come prevalenti sulla recidiva non specifica (cioè i precedenti penali). Tesi difensiva accolta dal gup Andrea Rat che ha emesso una condanna più soft rispetto a quella avanzata dagli inquirenti. Muto – che è stato giudicato con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo – è agli arresti domiciliari a casa di un fratello, in quanto non proponibile l’abitazione di famiglia di via De Bosis, visto che il 20 giugno scorso i poliziotti erano piombati lì per sedare una lite fra i due coniugi, trovandosi poi a scoprire armi e munizioni.
Quel blitz ha portato problemi giudiziari anche per il suocero 67enne, non solo per le 25 cartucce, ma anche per una doppietta calibro 22 detenuta illegalmente perché l’aveva ereditata dal padre defunto. —
T.S.
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