Gazzetta di Reggio

Reggio

novellara, il processo 

L’accusa a un 41enne: avere adibito il garage a ritrovo per drogarsi

T.S.
L’accusa a un 41enne: avere adibito il garage a ritrovo per drogarsi

Sentiti i giovani trovati dai carabinieri nell’autorimessa Durante il blitz un 39enne era finito nei guai per tre cutter

2 MINUTI DI LETTURA





NOVELLARA. Ma quel garage – nel condominio di via Brodolini al civico 1 – era nell’estate di due anni fa un luogo di ritrovo dove fumare droga e in particolare cocaina?. Lo sostiene la Procura e accusa chi aveva nella disponibilità quel garage, cioè il 41enne Fabrizio Bertolotti (difeso d’ufficio ieri in aula dall’avvocato Lucia Larocca) di un reato con pene non leggere, cioè l’agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Dalla fine di luglio al 19 agosto si concentra il lasso di tempo dell’imputazione.

In specifico nel blitz dei carabinieri in quell’angolo di Novellara – avvenuto il 9 agosto 2017 – era finito nei guai pure il novellarese 39enne Vincenzo Ziccardi (assistito dall’avvocato Elisabetta Strumia) perché aveva, nella sua auto, tre cutter di medie dimensioni.

Ieri – in tribunale a Reggio Emilia – sono sfilati davanti al giudice Sarah Iusto i giovani trovati dai carabinieri nel garage il giorno della perquisizione.

I ricordi sono un po’ confusi, complice anche l’uso di stupefacenti (si è sentito in udienza di tutto, dal crack all’eroina, dalla cocaina alla marijuana) quel giorno d’estate prima di giungere nel garage “incriminato”.

Anche se si è trattato di deposizioni un pò stentate, qualche punto-fermo è emerso. Innanzitutto c’è coincidenza sul fatto che in quel giorno d’agosto si erano ritrovati in sei (fra cui una minorenne) e i carabinieri al momento dell’irruzione nel garage li hanno trovati intenti a preparare una dose di cocaina per fumarsela («Non abbiamo fatto in tempo nemmeno ad aprire la bustina, i militari sono arrivati dopo pochi minuti»). In secondo luogo erano andati in macchina fino al garage e in auto c’era Bertolotti: si erano incontrati in giro, l’avevano caricato per poi dirigersi verso l’autorimessa. Che l’intenzione fosse quella il 9 agosto di “fumare” insieme appare chiara in aula, nessuno nasconde il consumo di droghe, un testimone dice di essere tuttora seguito dal Sert.

«Ma il garage non era un posto di ritrovo per tossicodipendenti – dice un amico 48enne di Bertolotti – e io frequentavo l’abitazione di Fabrizio in quel periodo perché mi sentivo solo, avevo perso il lavoro e mi ero rifugiato in certi comportamenti. Assumevo cocaina, sarò andato una decina di volte a casa sua, perché ero in difficoltà e lui, persona sensibile, era come un fratello per me».

Si tornerà in aula a metà maggio con altre testimonianze. —

T.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google