Liceo Ariosto-Spallanzami la fusione tra storie e ricordi
Il volume che raccoglie le testimonianze di una settantina di ex studenti sarà presentato oggi (ore 17) nell’aula magna dell’istituto in via Franchetti
Risale all’anno scolastico 1997-98 la fusione tra i due storici licei della città, il classico “Ludovico Ariosto”, fondato nel 1861 come “Regio Liceo di Reggio nell'Emilia” e lo scientifico “Lazzaro Spallanzani” istituito nel 1941. Il liceo classico-scientifico Ariosto-Spallanzani ne raccoglie e sviluppa la ricca eredità di cultura e istruzione che hanno forgiato tanti professionisti, intellettuali, uomini politici e imprenditori reggiani. Sono una settantina gli ex-studenti che compongono un mosaico della sua storia prestigiosa con i loro contributi al volume “Il liceo Ariosto-Spallanzani tra storie e memorie” curato da Guliana Lusuardi, docente di lettere all'istituto Einaudi di Correggio, e da Lorenzo Capitani, già professore di storia e filosofia nel liceo in questione.
Il libro, pubblicato da Vittoria Maselli editore, sarà presentato oggi alle 17 nell'aula magna della scuola, al numero 3 di via Franchetti. Dopo il saluto istituzionale della dirigente scolastica Rossella Crisafi interverranno i curatori del libro. Sono poi previsti brevi interventi sulla sezione storico-culturale di Arles Acerbi, Carlo Baja Guarienti, Luciano Lanzi, Carlo Pellacani, Luciano Rondanini e Fabrizio Solieri.
Infine sarà data voce, con il contributo di Franco Ferrari, ad alcune delle cinquanta testimonianze raccolte nel volume, che s'avvale di molteplici narrazioni relative perlopiù al periodo compreso fra gli anni Cinquanta e Ottanta del Novecento, anzichè delineare una storia sistematicamente univoca capace di coprire l'intero secolo e mezzo documentato dal mastodontico archivio dell'Ariosto, oltre alla più breve vicenda dello Spallanzani.
Perciò era inevitabile che rimanessero nell'ombra molti dei docenti, dei presidi e degli allievi a cui si deve la fama dell'istruzione liceale in un'epoca in cui Reggio era priva dell'università La prefazione è firmata da Giuseppe Gherpelli, che fu docente di lettere all'Ariosto prima di assumere incarichi di grande rilievo nell'ambito delle istituzioni culturali, fino alla direzione, per un decennio, della fondazione I Teatri di Reggio Emilia.
Lorenzo Capitani ha rievocato il periodo a cavallo del 1968, quando il liceo classico fu dominato dalla personalità di Ermanno Dossetti, il fratello di Giuseppe padre costituente e monaco. Ermanno ne fu preside nei primi anni Sessanta e poi, dopo una legislatura trascorsa alla Camera come deputato della Dc, fra il 1968 e il 1970, impegnato nel dialogo con il movimento studentesco e perciò avversato da molti insegnanti. Andrea Cilloni ha ricostruito la precedente stagione degli Ors, gli Organismi rappresentativi studenteschi promossi dal pedagogista Luciano Corradini. Luciano Rondanini ha scritto sul seminario di Marola che, avendo un ordinamento liceale, impartiva un'istruzione superiore a tanti ragazzi poveri a cui il liceo era precluso.
Altri articoli sono firmati da Luciano Lanzi (su Ettore Borghi), Carlo Pellacani e Giuliana Lusuardi (sulla storia dello Spallanzani), Giorgio Vioni (sulla biblioteca del classico) e Daniela Paini (su don Gaetano Chierici). Sono molti i personaggi della cultura, della politica e dell'imprenditoria che hanno fornito testimonianze: Mauro Del Bue, Ivanna Rossi, Franco Boiardi (postumo), Fabrizio Montanari, Emerenzio Barbieri, Umberto Di Raimo, Andrea Fiano, Marco Zambelli, Stefano Landi, Lauro Sacchetti e tanti altri.
Suggestive le foto di classe scattate all'Ariosto nel 1927 e allo Spallanzani nel 1941-42, l'anno della sua fondazione. —
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