«Se andiamo avanti così nel 2100 come il Pakistan avremo estati da 50 gradi»
Lezione in un palasport gremito per il climatologo Luca Mercalli che ha elencato le cose da fare e da non fare per salvare il pianeta in cui viviamo
Correggio. Come risolvere il problema della crisi climatica? Questo è il grande interrogativo con cui centinaia di correggesi si sono recati lo scorso mercoledì al palazzetto dello sport, per assistere all’intervento di Luca Mercalli. Il celebre climatologo è stato ospite a Correggio per una serata che ha viste coinvolte persone di ogni età che hanno affollato le gradinate del palazzetto per comprendere quella che di fatto è la sfida più importante del nostro tempo: il clima. . Mercalli ha così potuto esporre le ricerche e i dati che gli scienziati hanno elaborato nel corso del tempo, facendo un quadro della situazione che non lascia dubbi: bisogna cambiare le cose, e bisogna farlo in fretta. Questo il messaggio del climatologo, che ha spiegato: «Stiamo mangiandoci lo stesso pianeta su cui viviamo. Dal 1970 in poi abbiamo cominciato a mangiarci il capitale naturale offerto dal nostro pianeta, e oggi usiamo le risorse equivalenti a più di un pianeta e mezzo. Queste sono risorse che noi togliamo alle generazioni più giovani, che si ritroveranno da un lato cumuli di rifiuti e dall’altro risorse impoverite».
L’aumento della temperatura del pianeta avrà infatti conseguenze devastanti, ha spiegato Mercalli, non solo da un punto di vista climatico, ma anche sociale, economico e culturale. Se non viene messo un freno al modo in cui consumiamo il pianeta, ogni parte del mondo ne risentirà. Basti pensare alla Pianura Padana: di questo passo, ha annunciato il climatologo, entro il 2100 il clima sarà uguale a quello del Pakistan, con estati da 50 gradi. Di questo risentirà la produzione agricola, le persone dovranno emigrare, e diventeremo noi stessi migranti climatici in cerca di migliori condizioni in un mondo dove ci saranno sempre meno risorse e sempre più eventi climatici catastrofici.
E questi eventi sono già sempre più frequenti sul nostro territorio, come ha sottolineato nel suo intervento Stefano Bianchin di “Meteo da Correggio”, pagina Facebook che si occupa di informare il territorio in merito alle questioni climatiche. Cosa bisogna fare quindi? Le soluzioni che Mercalli propone sono chiare: non bisogna aspettare la politica, è necessario che ciascuno di noi agisca, e in fretta. La politica, ha spiegato, reagirà di conseguenza, ma prima dobbiamo essere noi a fare la differenza. I modi sono questi: usare le energie rinnovabili, passare ai veicoli elettrici, mangiare meno carne, non viaggiare in aereo, evitare la plastica e, in generale, evitare tutto ciò che è superfluo. Per quanto questi gesti siano piccoli, più persone le faranno, più facilmente la politica prenderà posto in questa battaglia per il clima.
«Davanti a noi c’è un bivio importante – ha spiegato Mercalli – O continuiamo così, con un modello economico di crescita infinita in un pianeta finito, che è già una contraddizione molto evidente, o rientriamo nei limiti fisici dell’unico vero pianeta che abbiamo. Per farlo ci viene richiesto un grande sforzo, in parte tecnologico e in parte filosofico. Non è solo questione di creare tecnologie adeguate, ma anche di rendersi conto che abbiamo dei limiti su questo pianeta. Non siamo una specie padrona, dobbiamo vivere all’interno delle leggi fisiche che ci governano». —
Giacomo Bigliardi
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