Foto di famiglia uscite dai cassetti per diventare un bene comune
REGGIO EMILIA. Dopo la mostra organizzata in occasione di Fotografia Europea 2019 dal titolo “Famiglie. Un mondo di relazioni”, la Fototeca della Biblioteca Panizzi si è fatta promotrice di una chiamata pubblica rivolta ai privati cittadini, per arricchire la sua collezione di immagini che possano contribuire alla storia per immagini di Reggio Emilia e dei suoi abitanti. Questa mattina alle 10.30 nella Sala del Planisfero della Biblioteca Panizzi è in programma un evento di restituzione finale alla città del progetto per illustrare ciò che è stato raccolto, condizionato, digitalizzato ed inventariato. Interverranno il direttore della Biblioteca, Giordano Gasparini, il direttore della Gazzetta di Reggio Stefano Scansani, Monica Leoni responsabile della Fototeca e alcuni dei donatori che vorranno raccontare ricordi o episodi particolari immortalati nelle loro fotografie.
La campagna di raccolta, condotta con la collaborazione della Gazzetta di Reggio, si è articolata in diversi mesi, da maggio ad ottobre, periodo durante il quale circa 40 famiglie hanno effettuato una donazione, per un totale di più di 1500 fotografie (singole o interi album). Si tratta di un tesoro che racchiude storie di vita vissuta, ritagli di vita quotidiana, immagini di gite fuori porta, di momenti insieme alla famiglia. Scatti che stanno diventando patrimonio pubblico e che in questo modo non andranno perduti, ma saranno accuratamente conservati, per continuare a documentare la vita della città e dei suoi abitanti. Queste fotografie, arricchite dal racconto di chi le ha donate, costituiranno fonti utili a studiosi e storici, in quanto testimonianza tangibile dei cambiamenti dei costumi e della città. Essi parlano di storie di guerra, di povertà, di nobiltà, ma anche di bambini, di donne, di famiglie che insieme hanno fatto la storia del territorio. Rappresentano, insomma, piccoli capitoli di storie che contribuiscono a fare la Storia.
Tra i materiali pervenuti non solo album e fotografie private, ma anche fondi di studi fotografici. Si tratta quindi di un patrimonio che non può essere disperso, ma che è necessario conservare, per far sì che giunga alle generazioni future, valorizzandolo perché tutti ne possano fruire, attraverso i mezzi della fototeca della Panizzi: catalogo on-line, mostre e pubblicazioni. —
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