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Frazioni, ora Santoro propone la scissione di quella di Arceto

Adr.Ar.

Provocazione del gruppo di opposizione dopo il no ai consigli La reazione M5S sulla bocciatura: «Giustificazioni false»

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SCANDIANO. L’indipendenza di Arceto come risposta al no ai consigli di frazione? Fra proposte ironiche e la pesante delusione dei promotori, si continua a discutere a Scandiano dell’ipotesi di creare dei consigli di frazione.

Martedì scorso il consiglio comunale ha bocciato una mozione in questo senso proposta dal M5S; la maggioranza di centro-sinistra ha espresso dubbi sia sull’efficacia dello strumento sia sulle modalità indicate, rimandando ad eventuali idee alternative.

Le reazioni sono piuttosto eterogenee. Da un lato l’amarezza dei proponenti pentastellati, dall’altro una provocazione firmata Angelo Santoro e Alessandro Zanni del gruppo “Scandiano Unita”. I due consiglieri, assenti alla votazione di martedì, sono pronti a presentare una mozione che chiede la scissione di Arceto, principale frazione per abitanti, dal resto del territorio comunale. Il documento chiede infatti la «costituzione dell’ente locale di Arceto in qualità di Comune indipendente da Scandiano».

Un modo ironico per commentare le accanite discussioni partite sui consigli di frazione e sulla rappresentanza, oltre che di tornare sull’annoso tema della viabilità. Santoro e Zanni domandano l’autonomia arcetana sottolineando «la notevole distanza dal centro città di Scandiano, difficile da raggiungere per chi non è automunito, a causa dell’assenza di un efficiente sistema di trasporti pubblici». Per questo motivo si lancia l’idea dell’autonomia. Il tema, in anni in cui si punta piuttosto ad accorpare gli enti locali, appare antistorico oltre che volutamente provocatorio, ma trova spunto nelle perenni questioni di campanile che animano l’Italia e lo storico sentimento “identitario” degli arcetani.

Hanno meno voglia di sorridere i 5 Stelle scandianesi, che speravano nell’approvazione della proposta di creare consigli di frazione, come già accaduto nel confinante Comune di Casalgrande.

«È sempre una brutta notizia quando una proposta di allargamento della partecipazione democratica viene bocciata», commentano i pentastellati. E aggiungono: «La brutta notizia è doppia quando chi si è reso responsabile della bocciatura se ne esce con tentativi di giustificazione che si rivelano per quello che sono: artifici dialettici (tra l’altro in contraddizione tra loro) concepiti per mascherare i soliti giochetti politici». I 5 Stelle negano infatti che i consigli frazionali si sarebbero sovrapposti ai tanti circoli presenti e che avrebbero indebolito, a livello di funzione, il consiglio comunale. «Niente di più falso, dal momento che i circoli si occupano di tutt’altro. Qualcuno ha trovato addirittura il coraggio di dire che la realizzazione della nostra proposta indebolirebbe il ruolo dei consiglieri comunali. Prospettiva irrealistica tra l’altro in termini di legge. Abbiamo poi sentito che questi consigli di frazione sarebbero qualcosa di poco efficace e funzionale, dal che ne risulta un’autocontraddizione: se fossero qualcosa di inefficace come potrebbero indebolire il ruolo dei consiglieri ed essere equiparabili al ruolo dei circoli?». —

Adr.Ar.

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