«Gessi, piove nei capannoni sotto sequestro»
Mozione dell’opposizione in consiglio comunale sulle condizioni degli stabili in via Righetta, il sindaco promette un incontro pubblico
FABBRICO. «A oggi non ci sono fatti nuovi o diversi da quanto emerso nell’ultima udienza del 7 luglio scorso che si è conclusa con un’ordinanza di istruttoria adottata dai giudici nella quale si chiede la produzione di una nota dei carabinieri forestali relativa ad alcune dichiarazioni rese da un dipendente dell’azienda e di una relazione di Arpae sulla contaminazione delle aree agricole. Il Tar ha fissato la prossima udienza, nella quale ci auguriamo possa decidere il primo grado della controversia, per il prossimo 18 dicembre».
LA MOZIONE
Così ha esordito il sindaco Roberto Ferrari, nella seduta di giovedì del consiglio comunale di Fabbrico, rispondendo all’interrogazione del gruppo di opposizione, “Uniti per Fabbrico”, sulla questione dei gessi di defecazione: c’è un procedimento penale in corso, c’è un magazzino in cui fertilizzanti ritenuti dagli accertamenti svolti dalla Forestale contaminati sul quale pende un’ordinanza dell’Arpa di bonifica del sito, combattuta al momento a suon di ricorsi al Tar.
Il capopgruppo di opposizone, Gianni Pedrazzini, ha manifestato preoccupazione per la situazione dell’intero sito in via Righetta tornato alla ribalta nelle ultime settimane per il ritrovamento da parte della Polstrada di quattro trattori rubati che erano stati nascosti all’interno di uno degli stessi capannoni sotto sequestro.
Nel dispositivo della sua interrogazione, Pedrazzini ha sostenuto che «anche prima del ritrovamento dei trattori rubati fossero stati più volte violati i sigilli posti ai capannoni sotto sequestro con apertura e sfondamento di portoni laterali ben visibile anche dalla pubblica via con conseguente denuncia alle autorità preposte nonché lo stato di grave degrado dei tetti di entrambi i capannoni che fa presupporre che piova sui gessi creando un percolato, liquido che solo teoricamente verrebbe contenuto dalla pavimentazione o eventuali paratie». Il gruppo “Uniti per Fabbrico” ha chiesto al sindaco «se fosse a conoscenza della situazione di totale abbandono in cui versano i capannoni di via Righetta, quali provvedimenti intendesse prendere in concerto con l’autorità giudiziaria per assicurare il pieno controllo, il totale isolamento, la messa in sicurezza dei capannoni contenenti i ben noti rifiuti tossici e dell’intero sito di via Righetta e se fosse sua intenzione informare tempestivamente il consiglio comunale e la cittadinanza in una pubblica assemblea».
I RICORSI
Il sindaco Ferrari nel rispondere ai vari quesiti, ha ricordato che il Tar ha bocciato per competenza amministrativa la prima ordinanza emessa a suo tempo dall’ex sindaco e che l’attuale ricorso presentato dalla ditta Valli – produttrice dei gessi – é nei confronti della successiva ordinanza emessa da Arpae, che ricalca quella comunale.
«L’immobile e i gessi stoccati all’interno sono oggetto di sequestro cautelativo e pertanto solo l’autorità giudiziaria può intervenire a garanzia della integrità e inviolabilità dei capannoni – ha proseguito il sindaco Ferrari – Per quanto riguarda gli eventuali rischi derivanti da possibili infiltrazioni d’acqua o di eventuali fuoriuscite di percolato, faremo la segnalazione ad Arpae».
Il sindaco Ferrari si è impegnato ad informare il consiglio e la cittadinanza sugli sviluppi del ricorso in particolare dopo l’udienza del 18 dicembre prossimo e, con il coinvolgimento di Arpae, ad organizzare una serata pubblica per chiarire la differenza fra gessi e uso dei fanghi da depurazione in ambito agricolo presentando i dati di analisi e controllo sia preventivo che post utilizzo dei fanghi. Il consigliere Pedrazzini si è dichiarato insoddisfatto della risposta. —
M.P.
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