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Trans, volontaria al banchetto contro l'Hiv, bersaglio di ingiurie e oscenità

Ambra Prati
Trans, volontaria al banchetto contro l'Hiv, bersaglio di ingiurie e oscenità

Reggio Emilia: tensione all’iniziativa di Arcigay Gioconda e Ausl per la prevenzione. Il presidente Nicolini: «La 22enne impaurita si è rifugiata dentro l’Urp, da dove ha chiamato la polizia»

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REGGIO EMILIA. Insulti aggressivi e gesti osceni all’indirizzo di una trans che, impaurita, si è rifugiata all’interno del municipio. L’episodio – terminato con l’arrivo di una pattuglia della polizia, che ha riportato la situazione sotto controllo – potrebbe annoverarsi nell’ennesima pagina (di per sé riprovevole) del pregiudizio di genere, se non fosse per l’aggravante del contesto: quella trans, studentessa di 22 anni, indossava la pettorina “volontario test Hiv” e prestava il suo tempo e il suo impegno a una campagna di prevenzione all’Hiv targata Arcigay Gioconda e Ausl.

È accaduto ieri verso le 15 nella centralissima via Farini, a quell’ora di sabato gremita. Da quasi un decennio Arcigay è impegnata nel tavolo per la lotta all’Hiv, malattia sessualmente trasmissibile che, secondo i dati della settimana scorsa, è in aumento tra i giovani dell’Emilia-Romagna. L’iniziativa è consistita in un banchetto posizionato davanti all’Urp del municipio, con quattro volontari (due di Arcigay e due dell’Unità di Prossimità della Papa Giovanni XXIII, più in là c’era la Croce Rossa) che distribuivano materiale informativo e preservativi, invitando la gente a entrare per eseguire il test gratuito con medico e infermieri Ausl.

«Due uomini, italiani sui 35 anni, si sono seduti nella distesa di un vicino bar, scegliendo l’unico tavolo posizionato di fronte allo stand – racconta il presidente di Arcigay Gioconda Alberto Nicolini, arrivato poco dopo – I due sconosciuti hanno cominciato a prendere di mira la trans, chiedendo a voce sempre più alta “ma sei un uomo o una donna?” e hanno lanciato offese (“trans di merda”) toccandosi l’inguine».

Quando i volontari Up hanno intimato di smetterla «uno dei due si è inalberato e si è avvicinato al banchetto con fare minaccioso. Temendo un’aggressione la trans e l’altro sono scappati dentro l’Informagiovani, dove hanno allertato il 113».

I poliziotti («anche un agente è stato insultato») hanno calmato gli animi e raccolto le generalità dei due, che si sono allontanati, mentre «la trans scossa è andata a casa, l’ho sostituita – ha spiegato Nicolini – Valuteremo se sporgere denuncia. L’accaduto però è significativo di quello che può succedere a una studentessa trans a Reggio, con tanto di pettorina da volontaria. Un episodio rappresentativo del clima attuale, anche nella nostra città solitamente tranquilla. Tra l’altro c’erano molte persone: alcuni adulti erano pronti a intervenire, mentre ragazzini ridevano, non comprendendo la gravità».

Il presidente Arcigay Gioconda conclude con una esortazione. «Chiediamo al sindaco Luca Vecchi di convocare e presiedere di persona il tavolo contro l’omotransnegatività promesso nella scorsa consigliatura». —


 

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