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Caso di scabbia alla materna, via alla profilassi

Adr.Ar.

Malattia accertata su un bimbo subito allontanato e sottoposto a terapia. Controlli anche alle elementari di Arceto

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SCANDIANO. Allerta per la scabbia a Scandiano. All’inizio della settimana sono arrivate al distretto sanitario Ausl alcune segnalazioni su possibili casi di scabbia in una scuola materna e in una elementare del territorio comunale di Scandiano.

Gli addetti hanno effettuato una prima serie di controlli e martedì 27 novembre è stato verificato che un bimbo della materna “I gelsi” è stato contaminato dalla scabbia, una fastidiosa malattia non vaccinabile causata da un acaro, caratterizzata da forti pruriti in diverse parti del corpo, particolarmente intense nelle ore notturne.

Una volta appurato il caso, sono state applicate le procedure previste, il piccolo alunno è stato allontanato da scuola e per lui sono subito iniziate le terapie; in contemporanea sono stati avvisati il dirigente scolastico e i genitori degli altri bimbi della stessa sezione.

Per evitare l’allargarsi del problema, l’Ausl ha organizzato per martedì 3 dicembre una visita con tutti i “contatti” scolastici del bambino, tutte le persone a rischio potenziale, alunni, docenti e addetti della struttura.

Nella mattinata di martedì tutti loro verranno sottoposti a una serie di test, e rimarranno in sorveglianza sanitaria per una quarantina di giorni, così da coprire il periodo di incubazione della malattia.

Anche l’amministrazione comunale è stata informata dell’accaduto. La profilassi completa riguarderà solo la scuola materna dove si trova il caso già accertato.

Per la scuola elementare Montalcini di Arceto l’approccio sarà meno invasivo, il personale scolastico e le famiglie sono state avvisate e invitate a segnalare qualsiasi sintomo potenzialmente rivelatorio, così da attivare immediatamente le eventuali cure e ridurre al minimo le possibilità di contagio.

Il rischio di contaminazione, alla scuola elementare, è più basso anche per il tipo di lezioni. Nelle materne, i bimbi giocano insieme, dormono negli stessi spazi e le possibilità di contatto fisico e di passaggio tramite tessuti diventano inevitabilmente più alte.

La scabbia si trasmette da una persona all’altra, generalmente tramite un contatto diretto fra la pelle del malato e quella della persona sana. Sempre più spesso, fa notare l’Ausl reggiana, viene passata «anche per contatto “indiretto”, cioè tra la pelle della persona sana e un tessuto venuto di recente a contatto con la pelle dell’ammalato (indumenti, biancheria, lenzuola)». —

Adr.Ar.

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