Gazzetta di Reggio

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delitto di via primo maggio 

Ha assassinato lo zio Incidente probatorio per Davide Gaudiero

Ambra Prati
Ha assassinato lo zio Incidente probatorio per Davide Gaudiero

Il 16 dicembre il pm Chiesi affiderà l’incarico per la perizia che stabilirà la capacità di intendere e di volere del 27enne 

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reggio emilia. Il pm Isabella Chiesio procederà all’incidente probatorio su Davide Gaudiero, 27 anni, il giovane con problemi psichiatrici che nella notte tra il 20 e 21 novembre scorso – nel suo appartamento di via Primo Maggio – ha ucciso nel sonno con cinque coltellate lo zio Paolo, 57 anni, che viveva con lui e con il padre disabile Ciro (59 anni), occupandosi di loro. . L’incidente probatorio, volto a cristallizzare le prove ai fini processuali, è fissato per lunedì 16 dicembre. In quella sede, alla presenza dell’avvocato difensore dell’omicida Lalla Gherpelli, verrà conferito l’incarico al consulente per eseguire la perizia psichiatrica: un passaggio fondamentale per stabilire se il 27enne, mai dimostratosi aggressivo prima del raptus, fosse capace di intendere e di volere.

Un esito che non dovrebbe riservare sorprese, visto il quadro clinico compromesso del giovane, seguito da otto anni dal Centro di Salute Mentale Ausl. «A mio avviso la non imputabilità del mio assistito è scontata», ha detto in precedenza il difensore.

Il dramma familiare, in un nucleo già provato dalla sofferenza, consumatosi in un appartamento Acer di via Primo Maggio (laterale della via Emilia in zona Quinzio), dal punto di vista investigativo è stato risolto in poche ore. C’è il coltello, afferrato da un cassetto della cucina dal giovane, in preda ai suoi demoni, come ha ammesso l’interessato poche ore dopo l’accaduto in ospedale. C’è il reo confesso: Davide Gaudiero ha raccontato di essersi alzato alle 5, mentre zio e padre dormivano, perché insonne e tormentato da “voci” che gli additavano lo zio come una minaccia. Un rapporto che appariva sereno, quello con la vittima: lo zio paterno quattro anni fa, dopo il decesso della mamma di Davide, aveva deciso di lasciare il lavoro nella natia Ischia e di trasferirsi a Reggio Emilia per prendersi cura dei familiari. Sereno almeno fino a una vacanza in Spagna, l’estate scorsa, quando un litigio tra zio e nipote ha incrinato la fiducia nella mente confusa di Davide, che ora è guardato a vista (per timore di atti estremi) nella sezione Tutela psichiatrica del carcere della Pulce. —

Ambra Prati

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