Inaugurato il True Beam l’acceleratore del futuro
La nuova attrezzatura permette trattamenti mirati e rapidi su ogni tipo di tumore Va ad arricchire il reparto di Radioterapia Oncologica dell’ospedale Santa Maria
REGGIO EMILIA. Se l’attenzione al paziente, al suo essere prima di tutto una persona, si misura non solo dalle tecnologie all’avanguardia a disposizione e dalla professionalità degli operatori sanitari, ma anche dall’umanità del personale nello svolgimento del loro lavoro e dalla qualità degli ambienti, il Reparto di Radioterapia Oncologica dell’ospedale Santa Maria Nuova, diretto dalla dottoressa Cinzia Iotti, si conferma un’eccellenza della sanità reggiana.
«Non solo reggiana, ma della sanità regionale e del Paese» ha detto ieri il direttore generale dell’Ausl reggiana, Fausto Nicolini, in occasione dell’inaugurazione ufficiale del nuovo acceleratore lineare (che si affianca a quello già esistente), e che è già operativo da ottobre. Con il nuovo acceleratore, in poche settimane sono già state trattate oltre settanta persone che diventeranno oltre 600 nel corso dell’anno, quando la nuova macchina andrà a pieno regime.
Il True Beam di ultima generazione acquistato dalla Regione consente trattamenti mirati e permette di intervenire con precisione e rapidità su tumori in ogni parte del corpo, compresi quelli al polmone, alla mammella, alla prostata e dell’area testo-collo. In particolare garantisce un trattamento di precisione, permettendo di raggiungere i tumori polmonari anche nelle fasi della respirazione del paziente.
A parlare del nuovo acceleratore, oltre che Fausto Nicolini e Cinzia Iotti, anche il direttore del Servizio di Fisica Medica Mauro Iori, Matteo Iori in rappresentanza del Comune, Ilenia Malavasi per la Provincia e Giammaria Manghi per la Regione. Non si è parlato in realtà solo del True Beam (costato circa due milioni e mezzo di euro) ma anche della scelta di rendere il bunker, che ospita la nuova macchina, un ambiente accogliente e vivace, con bellissimi murales che hanno riprodotto un fantastico mondo animale grazie agli artisti Daniele Castagnetti e Davide Nicoli. «Lo abbiamo fatto per attenuare l’inquietudine che la freddezza delle apparecchiature utilizzate possono generare nei pazienti», ha spiegato Cinzia Iotti, aggiungendo che «nel 2018 sono stati trattati con radioterapia 1.659 pazienti e ci sono state oltre 1.900 prime visite con un tempo d’attesa, nel 95% dei casi trattati, inferiori a 30 giorni».
A Mauro Iori è spettato il compito di illustrare le potenzialità della nuova attrezzatura, rimarcando che «dà agli operatori la possibilità di colpire con precisione, rapidità e sicurezza i tumori localizzati in ogni parte del corpo», sottolineando come «una stretta collaborazione tra Radioterapia e Fisica Medica sia la condizione per garantire cure efficaci e sicure». «Il nuovo acceleratore – ha detto invece Giammaria Manghi – è stato acquisito tramite un finanziamento e una gara regionale che ha consentito l’acquisto in contemporanea di sei acceleratori lineari come quello in dotazione a Reggio, con un investimento di 15 milioni di euro».
L’azienda sanitaria si è invece fatta carico di 517mila euro per l’allestimento del bunker e di 274mila euro per l’acquisto d nuove licenze e software, mentre il costo dei murales per rendere più accogliente il bunker sono stati sostenuti da Apro Onlus, l’associazione di volontari che da anni è a fianco dei reparti di Radioterapia, Medicina III e di Gastroenterologia ed Endoscopia del Santa Maria. —
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