La disputa vinta a Reggio grazie al caso di Pino Daniele
Anche la prima ex moglie dopo la morte del cantante si è vista negare l'assegno su pronuncia della Cassazione che ha fatto giurisprudenza
REGGIO EMILIA. Nel febbraio del 2018 è stato stabilito che la morte del coniuge fa cessare il rapporto coniugale e anche la causa intrapresa per il riconoscimento dell’assegno di divorzio, che non può ricadere sugli eredi. Una motivazione in base alla quale la Cassazione ha respinto più di un anno fa la richiesta della prima ex moglie di Pino Daniele che dopo la morte del cantautore napoletano continuava a chiedere l’assegno. Pino Daniele è morto il 4 gennaio del 2015 ma il tira e molla giudiziario era partito quando il chitarrista era ancora in vita e aveva a che fare con il contenzioso proprio sul divorzio tra l’artista e la sua prima ex moglie.
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All’epoca l’ex marito si era rivolto alla Cassazione presentando ricorso per chiedere di ridurre l’assegno di mantenimento, stabilito anni prima in 75 mila euro l’anno. Una questione rimasta fino ad allora nell’alveo privato della famiglia. L’ex moglie di Pino Daniele aveva però presentato richiesta per ottenere un aumento e il ripristino del mantenimento anche in favore dei figli. Come nel caso recente a Reggio, anche in quello dell’artista la morte è avvenuta prima che i giudici avessero emesso una sentenza in merito ma l’ex moglie non aveva desistito. Anzi: aveva chiesto una pronuncia definitiva, facendo opposizione alla richiesta di dichiarazione di cessazione delle materia del contendere. La Cassazione ha dovuto dirimere in questo caso una questione controversa, oggetto di contrasto nella giurisprudenza della Suprema Corte, stabilendo che la morte ha effetto su qualsiasi decisione accessoria alla separazione e al divorzio. Quindi l’azione per il riconoscimento dell’assegno di divorzio non può essere portata avanti nei confronti degli eredi dell’ex coniuge. —
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