Morto a 95 anni Giuseppe Dosi maestro, scrittore e partigiano
Insignito della Medaglia d’oro alla Resistenza, insegnò a generazioni di alunni Il ricordo: «Un grande uomo di cultura». Domani pomeriggio l’ultimo saluto
Si è spento all’età di 95 anni, compiuti l’8 novembre scorso, nella sua abitazione di Vicolo della Pece, il maestro ed ex partigiano Medaglia d’oro alla Resistenza, Giuseppe Dosi, da tutti chiamato “Al méster”.
Il funerale si svolge domani, alle 15, nella cappella nei pressi del campo sportivo, dato che la chiesa di Lentigione è chiusa per restauri. Dopo la messa la salma verrà sepolta nel cimitero di Lentigione.
La storia di Giuseppe Dosi è ricca di avvenimenti che parlano di bontà e solidarietà che partono dalla Seconda Guerra Mondiale quando, a Cassino, durante i bombardamenti degli Alleati, grazie ai rifornimenti che arrivavano alla sua divisione militare, riusciva a sfamare alcune povere famiglie del posto.
Subito dopo la caduta del governo di Mussolini era scappato per entrare in una brigata partigiana.
Finita la guerra ha iniziato a insegnare nelle scuole dell’Appennino per diversi anni prima di approdare a Lentigione, dove, insieme alla moglie Velderina, anche lei maestra, ha insegnato nelle scuole della frazione brescellese.
L’ex sindaco di Brescello Giuseppe Vezzani lo ricorda con affetto: «Era un grande uomo di cultura, pieno di iniziative. L’ho sempre apprezzato per i suoi consigli».
Giuseppe Dosi è stato autore di tantissimi libri, soprattutto di storia locale da tramandare ai posteri. Famosa la sua versione de “L’Inferno” tratto dalla Divina Commedia” di Dante Alighieri tradotta in dialetto lentigionese.
Ha realizzato anche un vocabolario in dialetto, oltre a una raccolta di storielle e detti popolari. Anche quest’anno aveva scritto un libro che non è riuscito a presentare pubblicamente ai suoi estimatori. Lo farà la figlia Rossana in sua memoria.
Per quando sarebbe arrivato il momento della sua morte, Giuseppe aveva preparato un biglietto con due foto e due poesie da dare a chi sarebbe andato al suo funerale: l’ultimo saluto con scritto “Rivolgo il mio affettuoso saluto e un sentito grazie a voi tutti che mi state accompagnando in quest’ultimo viaggio. Sperando di fare cosa gradita ho scritto due poesie in dialetto con traduzione a fianco. La prima si intitola “L’ultimo rintocco” e l’altra “La casa gialla” (il cimitero, ndr). Giuseppe Dosi lascia nel dolore la figlia Rossana, Juri con Marzia, le nipoti Lucrezia e Maria Francesca, il cognato Marino e la cognata Natalina. La famiglia ha chiesto di non inviare fiori, ma di devolvere eventuali offerte alla parrocchia dato che Giuseppe era stato il promotore di una raccolta fondi per il restauro dell’oratorio lateranense Bacchi-Mellini danneggiato dal sisma 2012 del quale non è riuscito a vedere la fine lavori. —
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