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Truffa la Regione per ottenere fondi, denunciata

Truffa la Regione per ottenere fondi, denunciata

Nei guai un’imprenditrice agricola 40enne che falsificando documenti e firme aveva ottenuto 64mila euro di contributi

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FABBRICO. In qualità di rappresentante legale di un’azienda agricola, ha presentato una falsa dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà richiedendo e ottenendo dalla Regione Emilia Romagna la concessione di contributi per 64.000 euro, destinati all’avviamento di imprese da parte di giovani agricoltori. . Ottenuta l’approvazione con delibera regionale, successivamente alle indagini avviate dai carabinieri la beneficiaria dei contributi ha rinunciato a ricevere tali benefit non evitando, tuttavia, di finire nei guai.

I carabinieri della stazione di Fabbrico, che da mesi stavano indagando sul suo conto, hanno infatti denunciato la 40enne per tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Secondo le risultanze investigative la donna avrebbe presentato documenti falsi e attestanti cose non vere commettendo così atti illegittimi per conseguire indebitamente i contributi dalla Regione Emilia Romagna, inducendola in errore, con l’aggravante della determinazione di un danno patrimoniale di rilevante gravità, per la cifra a lei destinata, pari dunque a 64.000 euro.

La truffa, che non si è realizzata per il recesso fatto dalla stessa imprenditrice quando si è vista scoperta, non le impedito di finire nei guai.

Le indagini dei carabinieri sono state avviate a seguito della denuncia presentata da una dipendente dell’ufficio comunale che incidentalmente ha scoperto a corredo di un’istanza per ottenere fondi pubblici una certificazione di atto di notorietà con una sua firma ma falsa.

In effetti, dalle indagini condotte dai carabinieri è emerso che la firma era effettivamente falsa, perché nella data indicata per la compilazione quella dipendente non si trovava al lavoro, mancava sia il timbro dell’ufficio che il protocollo informatico e lo stile grafico non risultava essere quello dell’ufficio.

Poi si è accertato che grazie a tale stratagemma la Regione Emilia Romagna, aveva accolto due analoghe istanze, con le quale una società agricola reggiana aveva ottenuto ben 64.000 euro per aiutare all’avviamento di imprese per giovani agricoltori.

Contributi poi non versati per espressa rinuncia dell’imprenditrice reggiana che vistasi scoperta non ha più voluto ricevere il benefit.

Nonostante la rinuncia la donna non ha potuto evitare il giusto epilogo. I carabinieri l’hanno denunciata per il reato di tentata truffa aggravata per l’erogazione di contributi pubblici. —

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