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IL CASO 

L’anagrafe decentrata di Ospizio chiusa da più di quattro mesi

Luciano Salsi
L’anagrafe decentrata di Ospizio chiusa da più di quattro mesi

Ieri sera un confronto tra cittadini e Comune al circolo Arci Venezia. L’importante servizio sospeso dall’agosto scorso «per carenza di personale»

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REGGIO EMILIA. L’ufficio Anagrafe di Ospizio, situato al numero 1 di via Tamburini, è chiuso dallo scorso mese d’agosto e sul sito istituzionale del Comune si legge che la riapertura avverrà “a data da destinarsi”, cioè in un futuro ancora indeterminato, nonostante la speranza di riattivarlo nel giro di qualche settimana. Per accedere ai servizi anagrafici gli abitanti della zona Est della città sono costretti da quattro mesi a recarsi in centro storico, nell’ufficio principale di via Toschi. La prolungata chiusura è fonte di disagio e preoccupazione, soprattutto per gli anziani, che cominciavano a temere la definitiva scomparsa di quel che resta del decentramento amministrativo dopo la soppressione delle circoscrizioni. Le tante lamentele sono state raccolte dalla locale sezione dello Spi, il sindacato pensionati della Cgil, e dal centro sociale Venezia, che ha loro dato voce ieri sera in un’assemblea convocata nella sua sede di via Lombroso.. L’assessore all’Anagrafe e allo Stato civile, Lanfranco De Franco, e il dirigente Alberto Bevilacqua vi sono intervenuti per rassicurare i cittadini. «Il Comune – ha detto l'assessore – non ha alcuna intenzione di abolire l’ufficio decentrato di Ospizio. La chiusura è solo temporanea e si è protratta oltre le aspettative per la carenza del personale. La riapertura era prevista per settembre o ottobre, ma non abbiamo ancora a disposizione gli impiegati occorrenti. Ne sono addolorato. Contiamo di riaprire l’Anagrafe di Ospizio fra qualche settimana».

Negli enti locali le assunzioni del personale avvengono perlopiù tramite concorso, fatta eccezione per i livelli inferiori a cui provvede l'ufficio di collocamento. Ai servizi anagrafici possono essere addetti dipendenti della categoria C (la più elevata al di sotto della D), per la quale è stata indetta una procedura concorsuale la scorsa primavera. I vincitori sono iscritti in una graduatoria alla quale il Comune attinge per reclutare le nuove leve.

«Dobbiamo colmare – spiega De Franco – i vuoti dovuti ai prepensionamenti, ma prima di assumere nuovi dipendenti dobbiamo verificare la possibilità di trasferire all’Anagrafe persone attualmente impiegate in altri servizi. Comprendo le proteste dei cittadini, che mi erano state riferite in un recente incontro con i rappresentanti dello Spi e del circolo Venezia. Sono convinto che il ripristino dell’ufficio decentrato di Ospizio sia una priorità, fra i problemi che l’ente locale è impegnato a risolvere».

La robusta crescita della popolazione e la grande espansione del territorio urbanizzato hanno determinato la moltiplicazione dei centri commerciali nelle aree periferiche. Nei quartieri sono stati decentrati anche i servizi socio-sanitari, le biblioteche e le case di riposo. Per quanto riguarda la demografia, servizio di fondamentale importanza e molto richiesto, i cittadini hanno a disposizione tre sedi: la centrale, al numero 27 di via Toschi, nell’ex palazzo della Telecom, quella di Pieve Modolena, in via Fratelli Cervi 70, e quella di Ospizio, temporaneamente chiusa. Ciascuna di esse rilascia i certificati relativi all’intero territorio comunale.

L’afflusso è talmente elevato che, per evitare attese estenuanti, vi si accede tramite appuntamento telefonico o informatico. —

Luciano Salsi

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