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La sfida in piazza è a colpi di inni Così Castelnovo accoglie Salvini

Gabriele Gatti
La sfida in piazza è a colpi di inni Così Castelnovo accoglie Salvini

Trecento Sardine cantano “Bella ciao” mentre i sostenitori della Lega, in 400, rispondo sulle note di “Vincerò”

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Due piazze divise da una scalinata. Da una parte il leader della Lega Matteo Salvini accolto dalle note di “Vincerò”, dall’altra le Sardine che cantano “Bella Ciao” sulle note dei Modena City Ramblers.

«Abbiamo sentito il bisogno di questa manifestazione per andare contro ad una politica che parla per slogan fomentando odio. Scatenando guerra tra due parti che dovrebbero essere la stessa» spiega da piazza Peretti uno dei manifestanti, Thomas Predieri, 20 anni, studente di Lettere.

Sulla piazza hanno capeggiato gli immancabili cartonati a forma di sardina intervallati da cartelli con gli slogan ormai onnipresenti “Castelnovo non si Lega” e “Sardina reggiana”. Una piazza eterogenea che ha avuto alcune difficoltà a riempirsi ma che, verso le 18.30, ha raggiunto le 300 persone. Un numero inferiore rispetto alle aspettative degli organizzatori, che avevano dichiarato di aspettarsi almeno 500 adesioni, considerati i 379 partecipanti e gli oltre 1.300 interessati all'evento comparso due giorni fa su Facebook. «Giovedì sera ci siamo attivati per organizzare. Dei privati cittadini che si sono gentilmente offerti di aiutarci, ci hanno fornito il necessario per parlare in pubblico» commenta ancora Predieri.

Nella piazza addobbata dalle luminarie natalizie erano presenti anche alcuni amministratori locali, candidati al consiglio regionale del Partito Democratico e il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, che si è tenuto “tra le due piazze”. «Sono in questa piazza perchè mi riconosco nel movimento delle Sardine che hanno dimostrato che i giovani hanno iniziato a pensare al loro futuro – ha dichiarato a margine della manifestazione – Vedo giovani in entrambe le piazze, questo è l’aspetto fondamentale».

Sull’appuntamento elettorale di gennaio il sindaco ha mostrato ottimismo: «Io penso che il risultato delle regionali si debba ancora tutto giocare. La piazza è piena perchè Salvini ha un richiamo importante. Io non sono preoccupato ma c’è molto da lavorare, ci sono da dare delle risposte necessarie in questo territorio da parte della Regione».

Sulla non strumentalizzazione delle Sardine da parte di esponenti del Partito Democratico si era però espresso lo stesso presidente e candidato della coalizione capeggiata dal Pd Stefano Bonaccini che, in un’intervista alla Gazzetta di Reggio, aveva dichiarato che i candidati locali non dovessero strumentalizzare le manifestazioni del movimento. Su questo Bini si dimostra in sintonia: «Questa è una cosa fondamentale, penso che sia un richiamo giusto perchè i giovani devono occuparsi del loro futuro».

La manifestazione è proseguita in modo pacifico, animata da letture di alcuni ragazzi del posto e dal coordinatore reggiano delle Sardine Youness Warhou, che ha espresso soddisfazione per la folta partecipazione di piazza: «Mi aspettavo così tanta partecipazione. Il messaggio che lanciamo è che siamo antirazzisti, antifascisti e soprattutto contro la politica dell’odio e il populismo».

Sulla piazza opposta conquistata dalla Lega, il coordinatore delle Sardine ha poi dichiarato: «Crediamo nella libertà di espressione ma abbiamo dimostrato di poter essere in tanti proprio come lui crede di poter riempire le piazze. Credo che le persone che sono qui siano più motivate e credano in un messaggio più universale».

La manifestazione, dopo gli interventi dal gazebo, ha raggiunto l’apice quando la folla ha intonato l’inno d’Italia, per poi continuare con un sottofondo musicale fino al termine dell’evento. Un confronto pacifico quello delle due piazze, che si sono affrontate a colpi di canzoni, musica e discorsi motivanti dei rispettivi leader. Un altro territorio è stato riempito dalle sardine e ha ricevuto la benedizione del segretario del Carroccio; due forze diametralmente opposte che decideranno il destino di quelle che, anche a livello internazionale, sono viste come elezioni capaci di cambiare il corso della storia del nostro Paese. —





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