Agguato e sassaiola in tangenziale Tre agenti feriti per dividere gli ultrà
I reggiani attaccano i rivali piacentini lontano dal Mapei I poliziotti intervengono con i lacrimogeni ed evitano il peggio
Un agguato lungo la tangenziale da parte di una cinquantina di ultras della Reggiana, che evidentemente sono usciti prima e si sono appostati di proposito lontano dalle telecamere del Mapei Stadium, poiché secondo la questura l’itinerario era già stato bonificato «sia all’andata sia al ritorno» dalla Digos. Questa l’origine della sassaiola, condita da calci, pugni e cinghiate, tra le opposte tifoserie al termine della partita di domenica scorsa, stroncata con i lacrimogeni. Il bilancio finale dell’ennesima domenica di “tifo” è di tre feriti: poliziotti del Reparto Mobile di Bologna in trasferta (erano di rinforzo vista la pluralità di appuntamenti festivi), che nel separare gli ultrà rivali sono finiti all’ospedale, rimediando contusioni e prognosi dai 4 ai 10 giorni.
La coda violenta si è registrata a partita finita, dopo l’incontro di calcio tra Reggiana e Piacenza valevole per il campionato di serie C (chiusosi con il risultato di 2-2) al “Mapei Stadium – Città del Tricolore”.
La tifoseria ultras ospite, circa 250 tifosi, è arrivata nella nostra città a bordo di un treno con arrivo alla stazione storica di piazzale Marconi, dove è stata attesa e scortata dalla polizia nel trasporto verso lo stadio tramite autobus. Al termine della partita, il ritorno in stazione era previstoo dalla questura di Reggio Emilia con la medesima modalità, cioè con i tifosi scortati sugli autobus fino alla stazione storica.
Alle 19.45 il corteo dei tre autobus, mentre percorreva la tangenziale per riportare gli ultras piacentini in stazione, poco dopo aver superato l’uscita numero 4 è stato oggetto di un agguato da parte di un gruppo di circa 50 ultras reggiani che, nascosti sul lato destro della strada in fondo al terrapieno laterale alto circa 10 metri, travisati e vestiti prevalentemente di scuro e agevolati dal buio, hanno lanciato sassi e bottiglie verso gli autobus in transito, colpendo e infrangendo uno dei vetri del lato destro di un bus.
A quel punto il primo autobus del corteo si è fermato e i tifosi che erano su tutti e tre i mezzi sono scesi, dando luogo allo scontro fisico a suon di calci e pugni . L’immediato intervento delle tre squadre del Reparto Mobile di Bologna, intervenute ognuna per ciascun pullman, ha impedito che il gruppo di tifosi piacentini si compattasse e venisse a contatto con la tifoseria reggiana. Nella circostanza però ci sono comunque stati degli scontri tra le due tifoserie che hanno portato all’intervento con lacrimogeni da parte degli agenti, per disperdere i facinorosi.
Riportata la situazione sotto controllo i tifosi piacentini sono stati fatti risalire sugli autobus e scortati fino alla stazione storica, da dove sono ripartiti alle 20.17.
Secondo la presa di posizione ufficiale della questura di Reggio Emilia «grazie al tempestivo intervento di tutta la forza impiegata per l’occasione si è evitato il peggio. La questura di Reggio Emilia, essendo risaputo l’astio che corre tra le due tifoserie, aveva approntato per l’incontro di calcio un dispositivo ben rafforzato. Infatti, oltre alla presenza di cinque funzionari della polizia di Stato che hanno coordinato servizi preventivi in zona stazione e controllato ogni settore dello stadio, sono stati impiegati oltre cinquanta uomini tra polizia e Arma dei carabinieri. Inoltre, a disposizione del dirigente del servizio, sono stati messi a disposizione 50 agenti del Reparto Mobile di Bologna». Scegliendo di agire lontano dal monitoratissimo Mapei Stadium, gli ultras hanno messo a segno l’atto dimostrativo: ora, al buio e senza telecamere, non sarà facile individuare i responsabili. —
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