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INCONTRO AL ROTARY 

«L’epatite è una malattia che sta per essere vinta»

L.V.
«L’epatite è una malattia che sta per essere vinta»

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REGGIO EMILIA. Fra una decina d’anni potremo forse dire che l’epatite è stata vinta. Ci sono infatti confortanti risultati che derivano dall’ingegno e dalla fatica di alcuni studiosi di rango, che hanno individuato le origini e trovato adeguati rimedi alle dolorose malattie del fegato. Uno di loro, l’esimio gastroenterologo torinese Mario Rizzetto, lo ha spiegato al Cere illustrando le genesi e le terapie della patologia che negli anni è stata disarticolata in diverse branche (A/B/C) ed è stata studiata per le conseguenze cirrosiche che un tempo erano quasi sempre mortali. Ora invece è più facile individuarle e curarle anche se alcune sfociano tuttora in tumori.

A porre domande all’ospite, invitato dai Rotary di Reggio (presidente Giovanni Baldi) e delle Terre Matildiche (presidente Alberto Bergianti), è stato il suo ex amico di studi e di professione Giovanni Fornaciari già primario del Santa Maria Nuova (era presente anche il loro collega Giuliano Bedogni). Il risultato che ne è scaturito è stata un’ampia panoramica sugli ultimi 50 anni, dettagliatamente analizzati anche con il ricorso a una serie di slide.

Prima gli interrogativi sulle origini: trasfusioni, rapporti sessuali, alimentazione errata (specie di carne cruda di maiale o di cinghiale). Rizzetto, che ha operato in mezzo mondo anche per conto del ministero della Salute, ha dato suggerimenti ma soprattutto ha tranquillizzato. Ora ci sono le vaccinazioni e le medicine che un tempo avevano costi esorbitanti ma sono diventate abbordabili con l’entrata in scena di imprese farmaceutiche cinesi che hanno fatto scemare i prezzi. Non sono mancate considerazioni sulla fuga dei cervelli, di quei giovani scienziati della medicina che solo lontano dall’Italia trovano la possibilità di scegliere nuovi percorsi. I termini e le definizioni maggiormente ricorrenti nella serata rotariana sono stati: epatite virale, epatite cronica, cirrosi, vaccini, enzimi, transaminasi, infezioni, trasfusioni, vaccinazioni … completate però da un incoraggiante “numero crescente di guarigioni”. Nel Reggiano – ha segnalato il prof. Giovanni Fornaciari – dalle decine di migliaia di pazienti di fine Novecento si è scesi alle 1.400 persone che utilizzano i nuovi medicinali. Ce ne sono poi altre 2/3 mila in lista di attesa, ma ciò che conta è che nel 96% dei casi gli esiti sono positivi. È facile immaginare che, con le nuove combinazioni di farmaci, si possa arrivare al 99% delle guarigioni». —

L.V.

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