La diocesi istituisce una commissione per prevenire gli abusi sui minori
Un gruppo di cinque esperti dovrà valutare le segnalazioni delle vittime e occuparsi della formazione degli educatori
La Chiesa reggiana fa un passo concreto a tutela dei minori e delle persone vulnerabili per difenderli da violenze psicologiche ed abusi di ogni genere.
È stata infatti istituita una Commissione Diocesana formata da cinque persone con specifiche esperienze e competenze professionali.
Ad ispirare l’iniziativa non sono stati i fatti di Bibbiano, precisa, a specifica domanda, il vescovo.
Nel mondo ecclesiastico tutto trae invece origine dai pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco che hanno gradualmente invitato le diocesi italiane ad affrontare il problema anche nel nostro Paese dopo i devastanti casi segnalati in mezzo mondo a partire dagli Stati Uniti.
La sensibilizzazione del corpo ecclesiale – ha precisato monsignor Massimo Camisasca – rientra fra le linee guida dell’assemblea episcopale generale, che lo scorso maggio ha affidato ad ogni realtà diocesana il compito di attivarsi.
Quella di Reggio è fra le prime in Italia a promuovere un’azione concreta.
A comporre la Commissione provinciale sono stati chiamati il medico legale Maria Stella D’Andrea (presidente), lo psicoterapeuta Francesco Zappettini (vice), l’avvocato Giorgio Notari, il canonista don Andrea Pattuelli e lo psicologo Corrado Zoppi. Quest’ultimo ha il compito di farsi portavoce e a lui possono rivolgersi gli interessati attraverso una mail, scrivendo a zoppi.corrado@gmail.com. Questo è il recapito a cui possono accedere le vittime o i familiari.
Dal momento della ricezione della segnalazione sarà cura della Commissione attivare ogni azione utile per lenire le sofferenze, verificare la veridicità degli episodi, scegliere se passare a condurre una indagine preventiva e ad aprire un eventuale “processo canonico”.
Compito d’avvio della Commissione è però soprattutto quello di rafforzare ed estendere attività formative. Destinatari dell’operazione di educazione sono quindi coloro che vivono nel mondo ecclesiastico ma anche i laici che operano nell’ambiente degli oratori, dei centri sportivi, delle scuole, vale a dire catechisti, animatori dei Grest, insegnanti.
Una questione delicata riguarda infine le modalità delle eventuali segnalazioni alla magistratura e alle autorità civili.
Le idee ispiratrici e le linee guida della inedita Commissione sono stati illustrati in una relazione della presidente D’Andrea (dipendente dell’Ausl) e possono essere sintetizzate nel «desiderio di offrire solidarietà, empatia, condivisione, compassione e soprattutto in un modo nuovo di prendersi cura l’un l’altro come comunità». Il primo passo è quello di prestare ascolto a chi denuncia un abuso per aiutarlo.
Si parte inoltre dalla necessità di garantire una sana formazione umana, psicologico-affettiva e spirituale ai futuri preti e religiosi indicando ai candidati all’ordine sacro e alla vita consacrata responsabilità ai sensi del diritto canonico e del diritto civile contribuendo a diffondere la cultura della prevenzione e fornendo strumenti di informazione sui protocolli operativi e procedurali. Il vescovo Camisasca è il responsabile della Commissione e collaborerà costantemente con la qualificata equipe.
Questa iniziativa si muove dunque su tre fronti: prevenire, aiutare le vittime e evitare che possibili abusi vengano insabbiati. —
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