Gazzetta di Reggio

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L’iniziativa 

La diocesi istituisce una commissione per prevenire gli abusi sui minori

Luigi Vinceti
La diocesi istituisce una commissione per prevenire gli abusi sui minori

Un gruppo di cinque esperti dovrà valutare le segnalazioni delle vittime e occuparsi della formazione degli educatori

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La Chiesa reggiana fa un passo concreto a tutela dei minori e delle persone vulnerabili per difenderli da violenze psicologiche ed abusi di ogni genere.

È stata infatti istituita una Commissione Diocesana formata da cinque persone con specifiche esperienze e competenze professionali.

Ad ispirare l’iniziativa non sono stati i fatti di Bibbiano, precisa, a specifica domanda, il vescovo.

Nel mondo ecclesiastico tutto trae invece origine dai pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco che hanno gradualmente invitato le diocesi italiane ad affrontare il problema anche nel nostro Paese dopo i devastanti casi segnalati in mezzo mondo a partire dagli Stati Uniti.

La sensibilizzazione del corpo ecclesiale – ha precisato monsignor Massimo Camisasca – rientra fra le linee guida dell’assemblea episcopale generale, che lo scorso maggio ha affidato ad ogni realtà diocesana il compito di attivarsi.

Quella di Reggio è fra le prime in Italia a promuovere un’azione concreta.

A comporre la Commissione provinciale sono stati chiamati il medico legale Maria Stella D’Andrea (presidente), lo psicoterapeuta Francesco Zappettini (vice), l’avvocato Giorgio Notari, il canonista don Andrea Pattuelli e lo psicologo Corrado Zoppi. Quest’ultimo ha il compito di farsi portavoce e a lui possono rivolgersi gli interessati attraverso una mail, scrivendo a zoppi.corrado@gmail.com. Questo è il recapito a cui possono accedere le vittime o i familiari.

Dal momento della ricezione della segnalazione sarà cura della Commissione attivare ogni azione utile per lenire le sofferenze, verificare la veridicità degli episodi, scegliere se passare a condurre una indagine preventiva e ad aprire un eventuale “processo canonico”.

Compito d’avvio della Commissione è però soprattutto quello di rafforzare ed estendere attività formative. Destinatari dell’operazione di educazione sono quindi coloro che vivono nel mondo ecclesiastico ma anche i laici che operano nell’ambiente degli oratori, dei centri sportivi, delle scuole, vale a dire catechisti, animatori dei Grest, insegnanti.

Una questione delicata riguarda infine le modalità delle eventuali segnalazioni alla magistratura e alle autorità civili.

Le idee ispiratrici e le linee guida della inedita Commissione sono stati illustrati in una relazione della presidente D’Andrea (dipendente dell’Ausl) e possono essere sintetizzate nel «desiderio di offrire solidarietà, empatia, condivisione, compassione e soprattutto in un modo nuovo di prendersi cura l’un l’altro come comunità». Il primo passo è quello di prestare ascolto a chi denuncia un abuso per aiutarlo.

Si parte inoltre dalla necessità di garantire una sana formazione umana, psicologico-affettiva e spirituale ai futuri preti e religiosi indicando ai candidati all’ordine sacro e alla vita consacrata responsabilità ai sensi del diritto canonico e del diritto civile contribuendo a diffondere la cultura della prevenzione e fornendo strumenti di informazione sui protocolli operativi e procedurali. Il vescovo Camisasca è il responsabile della Commissione e collaborerà costantemente con la qualificata equipe.

Questa iniziativa si muove dunque su tre fronti: prevenire, aiutare le vittime e evitare che possibili abusi vengano insabbiati. —



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