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La multinazionale Bucher aumenta fabbrica e ricercatori

La multinazionale Bucher aumenta fabbrica e ricercatori

Il colosso svizzero da 2,7 miliardi di ricavi ha ampliato lo stabilimento di Reggio L’ad Bergonzini: «Spazio per i nuovi prodotti sviluppati da tecnici e meccatronici»

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REGGIO EMILIA. Producono azionamenti e comandi idraulici innovativi per l’idraulica mobile e stazionaria. Ma lo fanno su vasta scala e con sedi in diversi quadranti del mondo. Ma gli svizzeri della Bucher hanno deciso di basare nella sede reggiana della Bucher Hydraulics, i nuovi investimenti per aumentare tanto il sito produttivo del Villaggio Crostolo quanto la capacità di sviluppo e ricerca.

Parliamo di un’azienda che a Reggio Emilia nel 2018 ha avuto un fatturato di 65,4 milioni di euro con 252 dipendenti, che fa parte del gruppo multinazionale svizzero Bucher Industries con 212 anni di storia, 13.000 dipendenti e un fatturato di 2,7 miliardi di euro, e che presenterà oggi a Reggio il nuovo ampliamento.

«L’ampliamento del nostro stabilimento è finalizzato all’incremento degli spazi produttivi e degli uffici con un aumento totale di 4.300 metro quadrati a fronte dei precedenti 10.000 metri quadri e alla costruzione di un magazzino automatico con caratteristiche innovative che sostituirà a brevissimo volgere il vecchio magazzino tradizionale, permettendo il recupero di ulteriori 2.100 metri quadri» ha anticipato l’amministratore delegato Luca Bergonzini, illustrando il nuovo progetto che sarà presentato oggi alla città.

«Gli incrementi di area produttiva ora completati – prosegue Bergonzini – daranno spazio alla produzione di nuovi e innovativi prodotti sviluppati dalla nostra unità di ricerca e sviluppo, costituita da 35 tecnici, di cui 18 ingegneri meccanici e meccatronici, situata in un capannone dedicato di 1.200 metri quadri».

L’azienda intende sia sviluppare una gamma completa di distributori oleodinamici “open centre flow sharing”, sia la nuova gamma di pompe e motori denominata Ax, unica sul mercato mondiale, frutto di 5 anni di sviluppo e premiata quale componente oleodinamico più innovativo nel corso dell’ultimo Bauma di aprile a Monaco, la più importante fiera mondiale di macchine e componenti per le costruzioni.

Bergonzini spiega come Bucher Hydraulics abbia sempre investito nella formazione dei giovani e del personale facendone un punto di forza e di crescita interna proiettata al futuro. Infatti, negli ultimi 18 anni, l’azienda è passata dall’utilizzo di processi produttivi tradizionali ad azienda assolutamente improntata sulla “lean organization” con la logica del “continuous improvement”, sposando totalmente i concetti di isole integrate sia nelle lavorazioni meccaniche sia negli assemblaggi. Bucher Hydraulics Reggio Emilia ha sviluppato infatti e ottimizzata la prima isola al mondo di assemblaggio robotizzato di un distributore oleodinamico attraverso l’utilizzo di robots antropomorfi sensitivi e collaborativi, alla quale si sta aggiungendo una seconda isola sviluppata in collaborazione con Unimore e una startup locale.

Dopo l’assunzione di oltre 50 persone negli ultimi 2 anni, i nuovi prodotti che stanno entrando in produzione permetteranno inoltre ulteriori importanti ricadute occupazionali nei prossimi anni, sia in termini di personale diretto qualificato che in termini di tecnici e ingegneri meccanici e meccatronici altamente specializzati. «Il nostro ampliamento - aggiunge Bergonzini - è stato anche finalizzato al rispetto per la persona e per l’ambiente in una visione di sostenibilità anche per il futuro». —

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