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Quattrocento cittadini firmano contro la ceramica all’ex Kis

Mauro Pinotti ; M.P.
Quattrocento cittadini firmano contro la ceramica all’ex Kis

Continua la petizione del comitato “Aria pulita” nei confronti dell’insediamento I cittadini sono preoccupati per le conseguenze che la fabbrica avrà sul paese

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Continua, senza sosta la raccolta delle firme promossa dal comitato “Aria Pulita” contro la realizzazione di una fabbrica di ceramiche nella frazione di Zurco, nell’area ex Kis, di proprietà della società San Valentino che dovrà provvedere, prima dell’insediamento della società spagnola, a proprie spese, alla bonifica della zona. Ad oggi sono state raccolte 400 firme, ma il numero è destinato a salire: domani, al mercato settimanale, sarà presente un gazebo per raccoglierne altre.

LA RACCOLTA FIRME

L’iniziativa era partita alla sala Gemmi di Cadelbosco Sotto, durante l’assemblea di lunedì 25 scorso, indetta dallo stesso comitato: in poco tempo ne erano già state raccolte 150. Ieri molta gente ha firmato al gazebo di fronte al Credem di Cadelbosco Sopra e davanti alla chiesa di Villa Argine. È possibile firmare durante gli orari di apertura anche nellla ditta Forgeen di Cadelbosco Sopra, all’azienda agricola Castagnetti di Zurco, in via Prampolini 125, ex zona Coopsette, alla scuola materna “Montagna luminosa” di Cadelbosco Sotto e alla Mariella Dallari calzature in piazza XXV Aprile a Cadelbosco Sopra. Il comitato sta lavorando per fornire ai cittadini altre indicazioni e nuovi luoghi di raccolta. Prosegue inoltre la raccolta di firme porta a porta.

Sulla pagina Facebook di “Aria Pulita Cadelbosco” sono tanti i “passaggi” degli utenti in cerca di informazioni.

Claudio Giacca, presidente del comitato “Aria Pulita”, dichiara: «A Cadelbosco potrebbe ripetersi il caso della ditta Sacmi di Imola che intendeva ristrutturare e realizzare una “fabbrica di polveri” funzionali all’industria ceramica da cedere alla multinazionale spagnola “Arcilla Blanca”. La fabbrica così poteva ricevere la materia prima dal porto di Ravenna aumentando il traffico sulla già satura statale Romea con la previsione di 170 automezzi al giorno». E i cartelli che hanno scelto per allestire il loro banchetto parlano chiaro. Si legge: “Trenta posti di lavoro non valgono l’avvelenamento di un paese”.

IL PROGETTO

Del nuovo stabilimento si sa che si tratta di un impianto formato da tre edifici, alti rispettivamente 10, 15 e 30 metri che dovrebbero srogere sull’ex statale 63, che a pieno regime dovrebbe occupare fino a 60 addetti. Non si tratta di una fabbrica di ceramica in senso stretto, ma di produzione dell’impasto che serve alla produzione delle ceramiche. Ma tale insediamento è già al centro di un dibattito politico in cui maggioranza e opposizione si sono contrapposte. E ora ad andare avanti è il comitato di cittadini. —

M.P.



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