Sciopero bis alla Tefcal per il mancato saldo degli stipendi da agosto
REGGIO EMILIA. Un nuovo sciopero ieri alla Tefcal, ex Sbaveria Emiliana, azienda metalmeccanica situata nella zona industriale di Mancasale e facente parte di una serie di aziende strettamente connesse che operano per il settore della Motor Valley.
Dopo mesi di calvario e mancato pagamento degli stipendi, degli istituti contrattuali, delle cessioni del quinto e delle quote sindacali che mensilmente venivano trattenute dalle buste paga, i lavoratori hanno deciso di protestare contro i vertici aziendali organizzando insieme alla Uilm Uil reggiana un duro e rumoroso picchetto davanti i cancelli dell’azienda che ha coinvolto circa un’ottantina di militanti del sindacato metalmeccanico che hanno voluto partecipare come gesto di solidarietà.
«La situazione ora è al limite – spiega Scialla Jacopo Segretario Generale della Uilm Uil – I lavoratori ormai da agosto non percepiscono lo stipendio, alcuni addirittura da luglio. Su 20 lavoratori, circa 18 sono padri di famiglie monoreddito, con figli piccoli da mantenere, e stanno avendo grandi difficoltà a fare la spesa, a pagare le bollette, le scuole e come se non bastasse stanno rischiando anche lo sfratto non potendo più pagare l’affitto. Per lo stesso motivo già ad agosto fummo costretti ad organizzare 20 giorni di sciopero consecutivi, per poi riprendere il lavoro dopo un accordo sui tempi di pagamento degli stipendi arretrati, accordo poi non mantenuto dall’azienda». Ora, dopo aver sottoscritto un accordo di cassa straordinaria con la Provincia il 4 di ottobre, l’azienda sembra non rispettare gli accordi presi continuando a non pagare i lavoratori per le ore lavorate. «Se da una parte la condizione economica dei lavoratori è allo stremo – dice Scialla – dall’altra quella gestionale dell’azienda è alla deriva. Stiamo parlando di una realtà che aveva ottimi clienti e un portafoglio ordini garantito, che però non è riuscita a gestire». In questi anni è cambiato il nome della società, da Sbaveria Emiliana a Tefcal «ma non è però cambiato il loro atteggiamento arrogante e presuntuoso, che ha portato non solo alle dimissioni di una decina di lavoratori ma anche diversi clienti, tra cui il principale, hanno spostato il lavoro altrove. Come Uilm abbiamo già intrapreso le vie legali tramite il nostro ufficio vertenze». —
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