Gazzetta di Reggio

Reggio

Selfie contro panoramiche in piazze distanti anni luce

Nicola Fornaciari
Selfie contro panoramiche in piazze distanti anni luce

Salvini: «Deve decidere la gente di montagna, non qualche fenomeno di città» Le sardine sui candidati Pd: «Non ci fotografate insieme, loro non sono con noi» 

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Da un lato i selfie; dall’altro le foto panoramiche, al massimo i cartelli, con i volti nascosti fino a confondersi con la folla. Da un lato l’uomo al comando che concede autoscatti; dall’altro la piazza senza leader, il popolo senza bandiera. Tra la piazza vestita a festa per l’arrivo di Matteo Salvini e quella in cui hanno manifestato le Sardine ci sono circa duecento metri di distanza. Per la prima volta in terra reggiana, a Castelnovo Monti il leader della Lega si è trovato faccia a faccia con la contro-manifestazione delle Sardine montane.

Piazze vicinissime. Ma distanti anni luce politicamente, con le forze dell’ordine impegnate per ragioni di sicurezza a impedire il passaggio con cartelli da una manifestazione all’altra. E poi gli inni: il “Vincerò” del Nessun Dorma di Puccini, diventato colonna sonora della campagna elettorale della Lega; la “Bella ciao” partigiana, invece, intonata a squarciagola dalle Sardine.

Simboli attraverso i quali si è palesata la grande differenza tra le Sardine e la Lega, ma soprattutto tra Pd e Carroccio.

Se da una parte infatti c’era una piazza riunita sotto una bandiera, con un leader che ha esposto le linee guida del suo partito («il nostro impegno – ha detto Salvini – è far decidere alla gente di montagna come si vive in montagna, che non sia qualche fenomeno in centro città a farlo»), dall’altra si sono ritrovate circa trecento persone che, senza colori di partito, hanno manifestato il loro dissenso.

Da una parte quindi una piazza partitica, dall’altra una animata da aspirazioni politiche. Il comizio della Lega è iniziato, nell’attesa dell’ex vicepremier, con gli interventi di Gabriele Delmonte e Matteo Melato, candidati reggiani del Carroccio che hanno esposto i temi che porteranno avanti, se eletti, in Regione: su tutti il punto nascita e le infrastrutture che collegano l’Appennino con Reggio. In piazza con le Sardine invece, nonostante le dichiarazioni di Bonaccini a non strumentalizzare il movimento, c’erano quasi tutti i candidati del Pd, senza bandiere né vessilli. Alcuni di loro si sono avvicinati al gazebo dal quale parlavano le Sardine, posizionandosi in prima fila. Hanno cantato e ballato Bella Ciao, si sono complimentati con gli organizzatori che però, preoccupati, hanno subito sottolineato come quelli del Pd non facessero parte alla manifestazione. «Non ci fotografate insieme, loro non sono con noi», ha detto Youness Warhou, la Sardina reggiana numero 1. Ma, nonostante questa rivendicazione, basta cercare sulle pagine Facebook di alcuni candidati del centrosinistra per una conferma della loro presenza a Castelnovo Monti. Roberta Mori, per esempio, usando l’hashtag #sardine, ha pubblicato una foto che ritrae, appunto, una sardina con una scritta: «Castelnovo non si Lega». —





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