Carletti è libero: «Ti aspettiamo, sindaco»
La Cassazione revoca anche l’obbligo di dimora. Tra compagni di partito e cittadini c’è chi invoca il suo ritorno in municipio
Il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, è tornato ad essere un uomo libero. Ieri sera si è tolto certo un macigno dalle spalle che portava da 5 mesi e 9 giorni vissuti in un pressoché totale isolamento, potendo tornare probabilmente in municipio come invocano già sui social compagni di partito e amici a pochi minuti dalla notizia. A deciderlo è stata ieri la Cassazione visto il ricorso discusso ieri mattina dai suoi avvocati, Giovanni Tarquini e Vittorio Manes, che difendono il sindaco indagato nell’inchiesta sugli affidi in Val d’Enza chiamata “Angeli e Demoni”. Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Ciro Angelillis, aveva invece sollecitato il rigetto del ricorso.
cambio di fronte
In attesa delle motivazioni, secondo la Cassazione non sussistevano le condizioni per l’arresto e quindi per una misura cautelare. Accogliendo il ricorso i giudici di Roma hanno superato la decisione del tribunale del Riesame di Bologna dello scorso 20 settembre, che aveva già revocato i domiciliari al sindaco eletto nelle fila del Pd, disponendo però per lui l’obbligo di dimora a Borzano di Albinea, dove vive con la famiglia. Carletti è infatti tra i 29 indagati nell’inchiesta portata avanti della Procura di Reggio, accusato di abuso d’ufficio e falso riguardo all’affidamento di spazi per la cura di minori senza evidenza pubblica. Accuse che il 27 giugno scorso avevano portato al suo arresto in una più ampia esecuzione di misure cautelari che hanno coinvolto anche assistenti sociali facendo scoppiare la vicenda diventata di risonanza nazionale.
DIFESA A OLTRANZA
Carletti stesso è sceso ieri a Roma con i suoi avvocati, con i quali aveva scelto fin dall’inizio una linea difensiva senza compromessi. Avrebbe forse potuto aver fin da subito una misura meno afflittiva qualora avesse fatto un passo indietro dal ruolo di amministratore pubblico evitando l’inquinamento delle prove. Ma ha deciso di non dimettersi dalla carica di sindaco dopo essere stato indagato, sospeso poi però dalla Prefettura. Un eventuale processo non dovrebbe tardare ad arrivare visto che, secondo quanto trapelato dalla procura reggiana, la fine delle indagini preliminari sarebbe prevista per la metà di dicembre. Certo è che ora Carletti potrà affrontare a piede libero il processo qualora venga rinviato a giudizio. «Esprimiamo soddisfazione, ma con cautela al tempo stesso in vista del processo» è il commento cauto dei legali di Carletti.
LE REAZIONI
Alla notizia ieri sera dalle 22 sono seguiti decine di commenti sui social. La revoca è stata riportata subito dal deputato reggiano del Pd Andrea Rossi, mentre il consigliere del Pd a Reggio Dario De Lucia avverte: «Ora chiedete scusa ad Andrea». La liberazione per l’ex sindaco di Boretto Massimo Gazza «è al contempo un’ottima e una pessima notizia» in attesa del processo, «con l’auspicio che si possa fare piena luce sulla questione che più ci deve stare a cuore: i bambini». Stefano Salsi, sull’onda dell’entusiasmo chiama all’adunata in municipio ma poi glissa, mentre Pierluigi Castagnetti dà la notizia dicendo: «Non aggiungo commenti». La cautela sembra d’obbligo in attesa di sapere se Carletti, dopo 5 mesi di silenzio, vorrà dire la sua sulla vicenda che non è ancora giunta a una sentenza di primo grado. —
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