I prodotti alimentari a Reggio Emilia costano di più rispetto a Modena
Indagine di Federconsumatori condotta su 18 punti vendita Il distretto più conveniente in provincia è quello di Scandiano
Perché a Reggio è avvenuto un aumento dei prezzi degli alimentari di gran lunga superiore a quello regionale e nazionale? Cosa ha distinto la nostra città rispetto al resto del Paese?
Queste sono le domande più frequenti che i reggiani si sono posti ogni volta che si sono recati nei supermercati, negli ipermercati e nei piccoli negozi per fare la spesa. Grazie all’esperienza effettuata dall’Osservatorio prezzi di Federconsumatori – che a Modena si svolge regolarmente da 25 anni ed è stata realizzata per la prima volta anche a Reggio – anche la nostra provincia si è messa in gioco per dare delle risposte a queste domande, sulla base di un’indagine statistica di mercato.
L’INDAGINE
Lo scopo della ricerca di Federconsumatori è quello di delineare un quadro sostanziale del livello dei prezzi e delle politiche regolatrici nella grande distribuzione organizzata (Gdo) e nella distribuzione organizzata (Do), prendendo in esame 18 punti vendita, un ipermercato e 17 supermercati, nel periodo che va dal 1°,al 15 luglio 2019, in 4 distretti del territorio: Reggio Emilia, Scandiano, Guastalla e Correggio, su una campionatura di 245 prodotti alimentari.
Questi ultimi inoltre sono stati a loro volta suddivisi in 3 categorie: i prodotti Grandi Marche, ossia quelli leader del settore e di ampia diffusione; Private Label, generi apparenti alla stessa catena; Primi Prezzi, i cosiddetti prodotti generici, il cui prezzo è risultato essere il più basso durante la rilevazione.
I COSTI
Per quanto riguarda il punto saliente della ricerca, ovvero il costo del genere alimentare acquistato, è stato necessario fare una distinzione tra prezzo pieno, prezzo scontato e prezzo riservato ai clienti possessori di carte fedeltà, escludendo altre scontistiche particolari. Il confronto all’interno del nostro territorio ha fatto emergere un trend più alto rispetto alle altre province della regione e alle altre città nazionali negli anni passati, fino ad ottenere un’uguaglianza dello 0,1% registrata nello scorso mese d’ottobre, risultato che si può trovare anche nell’analisi della vicina provincia di Modena, così come il differenziale tra il supermercato più conveniente e quello più caro che ammonta a un 20%.
I CONFRONTI
Le indagini hanno inoltre rilevato una certa specularità tra le province anche nella competizione commerciale, dall’analisi del dettaglio degli ambiti territoriali risulta infatti che i distretti con i prezzi più convenienti sono Scandiano per la provincia di Reggio Emilia, i distretti di Modena e quello ceramico per la provincia modenese.
Nel caso di Scandiano e Sassuolo si tratta di zone che oltre ad essere territorialmente contigue registrano la maggior concentrazione di punti vendita di medie e grandi dimensioni e che hanno una più ampia varietà di catene.
Nella rete commerciale, invece, dei due territori si è rilevato un maggior costo a Reggio Emilia del 2,7% sul paniere Grandi Marche, del 2,3% delle Private Label e del 4,9% nei Primi Prezzi applicati nella Grande distribuzione (a Reggio non sono stati monitorati i discount). Da segnalare anche un maggior costo a Modena del 3% sui prodotti freschi, anche se in questo caso il dato reggiano è riferito ad un solo punto vendita, quindi poco significativo.
A livello strettamente territoriale è emerso, nell’acquisto del carrello Grandi Marche, che fare la spesa a Reggio fa risparmiare circa 206 euro annui a famiglia rispetto alla vicina Correggio. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
