Gazzetta di Reggio

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il retroscena 

Il silenzio sui social network dove nessuno si è dissociato

J.D.P

Il malumore in via Dante per il fatto che i gruppi  di tifosi organizzati non hanno condannato l’episodio di domenica

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REGGIO EMILIA. Pazienza finita. Dopo un periodo nel quale la collaborazione tra forze dell’ordine e tifoseria aveva dato i suoi frutti, l’episodio di domenica sera appare come il classico fulmine a ciel sereno destinato a minare il rapporto di fiducia costruito negli ultimi mesi.

«Non abbiamo letto alcun commento da parte delle Teste Quadre o del Gruppo Vandelli su quanto accaduto in tangenziale - dicono da via Dante -. Eppure sono solitamente molto solerti nel commentare episodi di svariata natura. La questura non ha letto una riga su un attacco scellerato. Poteva passare una famiglia reggiana in auto e ricevere un sasso di notevoli dimensioni sul parabrezza, come quello che è finito in testa ai nostri agenti. Poteva scapparci il morto».

L’episodio non viene, naturalmente, attribuito ai due gruppi, ma la polizia gradirebbe che su questi temi non si facesse finta di niente perchè il silenzio è carico di ambiguità.

«Siamo stanchi di parlare con delle persone, referenti delle due curve, che però forse non devono essere chiamati referenti perché evidentemente non lo sono per nessuno, visti gli esiti».

La questura di Reggio rivendica di aver avuto un atteggiamento di grande collaborazione in questi mesi. «Per i festeggiamenti del centenario, ad esempio, sono entrati fumogeni in curva. Ci siamo assunti le nostra responsabilità, cosa che non hanno fatto i codardi che hanno agito a volto coperto, con il favore delle tenebre, nascosti dietro un terrapieno».

Ora quali saranno le conseguenze? Al momento il questore e la prefettura non hanno informato l’Osservatorio nazionale perché sono in corso indagini per accertare le responsabilità penali. E soltanto quando ci saranno dei passi avanti in questa direzione allora la polizia valuterà quali ulteriori provvedimenti saranno eventualmente presi. Al ritorno molto probabilmente la trasferta a Piacenza sarà negata, ma ci sarà tempo e modo per queste valutazioni da parte dell’Osservatorio.

In tutta questa vicenda la Reggiana, come società, è parte lesa. Via Giglioli Valle si è dissociata subito e senza ambiguità ed è molto amareggiata per questo episodio.

Va anche detto che nella scorsa stagione non si era registrato alcun problema di ordine pubblico e anche una vicenda estremamente delicata come la mancata iscrizione alla serie C e il fallimento della Reggiana sono stati affrontati con grande equilibrio. Il sindaco Luca Vecchi e il questore Antonio Sbordone avevano elogiato pubblicamente la tifoseria granata per come avevano affrontato il drammatico crac della società di via Mogadiscio. —

J.D.P

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