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La prima pietra di “Casa mia” la residenza per disabili soli

M.P.
La prima pietra di “Casa mia” la residenza per disabili soli

Posata ieri all’inaugurazione del cantiere in via Mandriolo La fondazione “Dopo di noi”  Regione, associazioni e banche investono 450mila euro

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CORREGGIO. Con la posa della prima pietra è stato inaugurato ieri pomeriggio in via Mandriolo Superiore, il cantiere per la realizzazione di “Casa mia”, la struttura della Fondazione “Dopo di noi”, che accoglierà stabilmente cinque ragazzi, anche gravemente disabili, ma senza più il sostegno delle famiglie.

L’edificio sorgerà grazie a un investimento di circa 450 mila euro, un terzo dei quali (120mila) messi a disposizione dalla Regione, altri 130.000 raccolti grazie alle donazioni di privati, banche, associazioni che negli ultimi due anni hanno avviato una gara di solidarietà e il rimanente messo di tasca dalla Fondazione.

Alla cerimonia d’inaugurazione del cantiere hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario alla presidenza della Regione Giammaria Manghi, Ilenia Malavasi, sindaca del Comune di Correggio – che ha concesso il terreno di oltre 2mila metri quadrati in comodato gratuito alla Fondazione – assieme a tutti gli altri sindaci dell’area, e il presidente di “Dopo di noi” Sergio Calzari, che ha promosso la realizzazione del progetto e gestirà la struttura. Prima gli intervenuti, un centinaio, sono stati accolti all’Officina dei Coriandoli, nel quartiere “a misura di bambino” delle Coriandoline.

«Con questa nuova realtà- ha sottolineato Manghi – aumentano in regione gli interventi realizzati grazie alla legge “Del dopo di noi”, che a soli tre anni dalla sua applicazione ha consentito di dare vita, nella nostra regione, a oltre 1.200 progetti personalizzati a favore di persone con grave disabilità». Ed è stata Malavasi a ripercorrere, fin dai primi passi, l’attività della Fondazione fino alla costruzione di “Casa mia”. «Un sogno che si realizza» ha precisato Calzari.

Il progetto prevede la realizzazione di un primo blocco abitativo, eventualmente raddoppiabile in futuro, di circa 250 metri quadrati, con una parte residenziale con 6 camere da letto – di cui una riservata al personale di assistenza e 5 per gli ospiti – due servizi igienici, una cucina abitabile e un ampio soggiorno; una sala di comunità di oltre 50 metri quadrati, collegata all’abitazione ma accessibile anche direttamente dall’esterno. —

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