Patente falsa al cognato 38enne finisce nei guai
RIO SALICETO. Trovatosi senza lavoro, nella primavera di quattro anni fa l’allora 45enne di Rio Saliceto era stato consigliato dal cognato di puntare sulla patente C per poi cercare un’occupazione come autista.
Prodigo di consigli il cognato al tempo 38enne che vive a Napoli, perché oltre all’idea del nuovo lavoro su cui concentrarsi, proponeva al parente disoccupato l’iscrizione a un’autoscuola campana perché lì (a suo parere) avrebbe speso meno rispetto a quanto occorre nel Reggiano.
E il 45enne, dimostratosi interessato, avrebbe consegnato duemila euro al cognato affinché procedesse. A questo punto – come ha ricostruito la Procura – è calato il silenzio.
Finché un giorno, per posta, arrivò la patente C, fra lo stupore del 45enne e della moglie (sorella del napoletano 38enne che si doveva dare da fare per l’iscrizione all’autoscuola).
Non vedendoci chiaro, perché l’esame non l’aveva sostenuto e si ritrovava fra le mani l’agognata patente, il 45enne aveva chiesto lumi al cognato.
Trovano un accordo: la patente ritenuta fasulla viene rispedita a Napoli al parente che, a sua volta, s’impegna a restituire i duemila euro.
Ma anche stavolta il cognato non si fa più sentire. Ricontattato, avrebbe addirittura minacciato di morte il parente che voleva uscire da questa vicenda e recuperare i suoi soldi. Minacce che, una volta smaltita la paura, hanno spinto il 45enne – tutelato dall’avvocato Fabrizio Pancaldi – a denunciare il parente che fra 5 mesi affronterà un processo con due accuse: minacce e falsità materiale commessa dal privato. —
T.S.
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