Sequestrata una discarica abusiva a cielo aperto
I carabinieri forestali denunciano i tre titolari di una società immobiliare. Sono accusati di gestione illecita di rifiuti
reggio emilia. Un’area privata trasformata in una discarica abusiva a cielo aperto, con rifiuti speciali e in parte pericolosi: inerti, pneumatici, taniche e fusti di olio esausto, pezzi di legno, plastica, elettrodomestici usati, diversi container, bombole di gas e altro ancora. Nei guai sono finite tre persone: due donne di 31 anni e 64 anni e un uomo di 70 anni, titolari della società immobiliare proprietaria dell’area di Roncocesi, ora sequestrata. I tre, identificati e denunciati dai carabinieri forestali, dovranno rispondere del reato di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non.
La discarica è stata scoperta in via Tosini, una laterale della lunga via Karl Marx che conduce a Cadelbosco: all’altezza del ponte sul Crostolo parte una stradina bianca che per un tratto costeggia il torrente e che circa a metà presenta un podere e più fabbricati dismessi, con accanto dei container e dei furgoni. È lì che è stata trovata l’area privata finita nel mirino della forestale: un’area di proprietà della società immobiliare riconducibile ai tre reggiani, come è stato accertato dagli investigatori.
Il sopralluogo effettuato dai carabinieri forestali, dalla polizia municipale e dal personale Arpae è avvenuto lunedì scorso. Nel corso dei controlli i militari hanno accertato che nell’area (sia nella parte cortiliva sia proprio a fianco della strada) erano ammassati rifiuti di ogni genere. Una montagna di residui che necessita in ogni caso per legge di apposita autorizzazione per la gestione dei rifiuti, aggravata dal fatto che parte del materiale stoccato (come ad esempio le bombole di gas) rappresentano un pericolo; senza contare che, vista l’accessibilità del luogo, in aperta campagna, chiunque avrebbe potuto appiccare un incendio, provocando gravi danni all’ambiente.
Constatato l’illecito e il deposito incontrollato di rifiuti, i carabinieri forestali hanno provveduto ad apporre i sigilli. L’intera area privata è stata posta sotto sequestro per le successive indagini e analisi del materiale. —
Ambra Prati
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