Trans insultata la condanna di Ausl e Comune
I promotori dello stand allestito per la giornata mondiale di lotta all’Aids «Continueremo ad avvalerci dei volontari di Arcigay»
reggio emilia. «Condanna per l’aggressione di due volontarie in occasione delle attività di informazione e prevenzione dell’Hiv in vista del primo dicembre, giornata mondiale di lotta all’Aids». La esprimono l’Ausl e il Comune di Reggio Emilia, che insieme ai volontari di Arcigay Gioconda e della Papa Giovanni XXIII hanno promosso l’iniziativa.
«Nel pomeriggio di sabato scorso, all’ingresso dell’Urp del municipio in via Farini, è accaduto un episodio spiacevole presso un banchetto nel quale medici e infermieri dell’Azienda Usl offrivano gratuitamente il test rapido con puntura di un dito della mano per la diagnosi dell’Hiv».
Come riferito dalla Gazzetta, due volontarie di Arcigay che – insieme ai ragazzi delle Croce Rossa Italiana e agli Operatori della Papa Giovanni XXIII – proponevano ai passanti materiale informativo e distribuivano preservativi «sono state aggredite verbalmente in modo pesante e insistente da parte di due uomini. Solo l’intervento di una volante della polizia ha posto fine all’aggressione. Una trans di Arcigay, in particolare, è stata pesantemente offesa, rimanendo scossa e turbata».
«Tutti i componenti della Commissione Provinciale condannano fermamente questo episodio, espressione di transfobia, stigma, pregiudizio ancora diffuso che si manifesta in varie occasioni, non risparmiando persone trans e gay persino quando offrono il proprio tempo a servizio della popolazione, come era il caso di sabato scorso – affermano dall’Ausl di Reggio – Continueremo nelle nostre attività di informazione, educazione, prevenzione dell’Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili, avvalendoci della collaborazione delle associazioni di volontariato, inclusa Arcigay, contrastando la mentalità omotransfobica ancora diffusa».
Annalisa Rabitti, assessora alle Pari Opportunità del Comune, commenta così: «La violenza non è solo pugni e calci, ma è anche insulti, parole, sguardi che possono fare ugualmente male. Quanto è successo è un forte campanello di allarme: ci dice che non dobbiamo abbassare la guardia sulla tolleranza». —
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