Era già caduta con la revoca dei domiciliari
Già dallo scorso settembre, quando gli arresti domiciliari a suo carico erano stati sostituiti dall’obbligo di dimora, il sindaco Andrea Carletti avrebbe potuto tornare in municipio a Bibbiano.
Se non lo ha fatto è perché il comune dove risiede e in cui aveva l’obbligo di restare (Albinea) non è lo stesso di quello di cui è amministratore.
Come spiega il prefetto Maria Forte – che aveva sospeso il primo cittadino all’indomani dello scoppio dell’inchiesta della Val d’Enza ai sensi della legge “Severino” – la normativa era scattata prendendo atto che Carletti (accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico) si trovava agli arresti domiciliari, mentre non è prevista l’applicazione della legge per la misura cautelare più lieve dell’obbligo di dimora (disposta all’esito del ricorso in appello della difesa contro la decisione del gip Luca Ramponi).
È stata, quindi, solo una questione “logistica”. Nulla osta che Carletti torni a fare il sindaco di Bibbiano e non ci sarà bisogno di alcun provvedimento prefettizio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google