Slot, adesso si parla di proroga Iori: «Bonaccini, ripensaci»
Dopo il sit-in il governatore valuta lo slittamento dei divieti previsti dalla Regione Il reggiano Matteo Iori: «Il distanziometro è del 2017, si proceda sulla via scelta»
reggio emilia. Gioco d’azzardo: a margine del sit-in degli operatori del settore in viale Aldo Moro a Bologna, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha aperto alla proroga sull’entrata in vigore del distanziametro per le sale slot. «Spero che ci ripensi, a mio avviso sarebbe sbagliato concedere altro tempo», ha commentato Matteo Iori, presidente del consiglio comunale e da sempre in prima linea sull’argomento.
Tra cartelli che hanno evidenziato le pesanti ricadute economiche (chiusure e licenziamenti), martedì pomeriggio una delegazione è stata ricevuta dal governatore. Secondo quanto ha riferito Isabella Rusciano (la presidente di As.Tro, Assointrattenimento, l’associazione di categoria aderente a Confindustria) «Bonaccini ha ascoltato le nostre ragioni e si è detto pronto a riflettere sull’eventualità di una proroga di sei mesi o un anno. Ci incontreremo di nuovo. È la prima volta che Bonaccini ci ascolta e questo mi pare uno sviluppo molto positivo». Mentre il M5S è intervenuto per denunciare l’aggressione verbale subìta dal capogruppo pentastellato Andrea Bertani, preso di mira dai pro slot: «Il M5S è per la riconversione del settore. È ora di dire chiaro e tondo che l’azzardo è un moltiplicatore negativo dell’economia».
Sulla stessa lunghezza d’onda il reggiano Matteo Iori, che ricorda come il distanziometro – cioè la norma che impone una distanza delle sale gioco non inferiore ai 500 metri da luoghi sensibili quali chiese, scuole, circoli – è datato 12 giugno 2017. «Penso che quasi due anni siano più che sufficienti per trovare una ubicazione più consona a questa attività che, pur essendo legali, producono nella popolazione più fragile rischi di patologia. Ritengo che sarebbe opportuno procedere con fermezza sulla via già intrapresa», ha dichiarato Iori. Sul problema di reddito degli operatori, che hanno prefigurato chiusure a cascata, per Iori «è vero, così com’è vero che ci sono tante persone con problemi reali legati alle patologie del gioco d’azzardo. Non si può rimanere nel limbo di un sistema che non prende posizione. La Regione Emilia-Romagna ha scelto una linea, che io condivido: si deve procedere. Ormai però sono tante in Italia le regioni che hanno optato per il distanziometro: la nostra non sarebbe una mosca bianca». —
Ambra Prati
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