Giustizia, indagato il capo degli ispettori Era nella squadra ministeriale sugli affidi
Nocera si dimette per le accuse di corruzione della Procura di Napoli. Guidava le indagini sul tribunale minorile di Bologna
Tra le ultime sue missioni c’era stata quella al tribunale dei Minori di Bologna e alla procura di Reggio Emilia, disposta l’estate scorsa sulla base dell’inchiesta sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza. Ed era stato nominato fra i componenti di quella che il guardasigilli Alfonso Bonafede ha ribattezzato la “squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori”. Ora è dimissionario e indagato, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli, che lo accusa di concorso in corruzione. Andrea Nocera, capo dell’Ispettorato generale del ministero della Giustizia, si è dimesso dal suo incarico tornando in magistratura. Il plenum del Csm, mercoledì pomeriggio, ha dato il via libera al suo ricollocamento in ruolo, consentendogli di rientrare all’ufficio del Massimario della Cassazione.
IL TRASFERIMENTO
Un rientro lampo per l’ormai ex capo degli 007 ministeriali, braccio operativo del ministro pentastellato, al quale già a metà della scorsa settimana Nocera – da tutti definito un magistrato integerrimo – avrebbe spiegato che i fatti che gli vengono contestati sono estranei al suo lavoro al ministero, annunciando nella stessa occasione le sue immediate dimissioni con la contestuale richiesta di rientro al Csm, poi accolta nell’arco di pochi giorni.
L’INCHIESTA NAPOLETANA
Per la Procura di Napoli, Nocera è accusato di concorso in corruzione con l’ex senatore di Forza Italia Salvatore Lauro e l’armatore Salvatore Di Leva. Secondo quanto emerso nell’inchiesta, si sarebbe reso disponibile a dare informazioni segrete riguardo un’inchiesta su Lauro in cambio di biglietti di viaggio e del rimessaggio gratis di un gommone. La vicenda sarebbe emersa da una conversazione captata dal telefono cellulare dell’armatore (socio di Salvatore Lauro, in quanto amministratore della società Alilauro Gruson) sul quale è stato inoculato dagli investigatori un virus captatore. Una conversazione risalente allo scorso aprile nel cantiere navale di Di Leva, a cui avrebbero partecipato lo stesso magistrato Nocera, Salvatore Lauro e il commercialista del gruppo, Alessandro Gelormini, quest’ultimo già in carcere nell’ambito di un altro procedimento giudiziario.
IN PROCURA A REGGIO
Nocera era stato a Reggio Emilia a inizio luglio, in occasione della sua ispezione in Procura e al Tribunale dei minori di Bologna. In quella circostanza gli erano stati consegnati atti che all’epoca il procuratore capo, Marco Mescolini, definì «di suo interesse». «Tra questi – aveva specificato Mescolini – nessuno degli atti di indagine, tantomeno duplicazione di files audio e video». Un’ispezione avvenuta mercoledì 3 luglio, durata poco più di un’ora, dalle 14 alle 15.10, proprio mentre erano in corso alcuni interrogatori di garanzia per alcuni indagati nell’inchiesta sugli affidi.
LA SQUADRA
Qualche settimana dopo, il 31 luglio, Bonafede aveva quindi presentato la squadra di tutela dei minori, nominando fra i suoi componenti lo stesso Nocera. Un incarico, quest’ultimo, adesso abbandonato in virtù delle sue dimissioni, al pari del ruolo di capo dell’Ispettorato del ministero. Al suo posto, alla guida dell’Ispettorato generale, è subentrato il vice, Liborio Fazzi.
INDAGINE
Proprio Fazzi, fra l’altro, è in questi giorni a Bologna per la seconda ispezione al tribunale dei minori disposta dal guardasigilli Bonafede: un’ispezione annunciata il mese scorso dallo stesso ministro nell’ambito di una nuova indagine amministrativa sull’operato del tribunale minorile, che va oltre l’acquisizione documentale, ma prevede anche la consultazione del protocollo riservato e l’audizione diretta di soggetti interessati come magistrati professionali e onorari, personale amministrativo, altri soggetti in grado di fornire informazioni e rappresentanti del foro. Lo scopo – avevano spiegato dal ministero annunciando l’avvio dell’indagine – è di «accertare possibili anomalie nell’attività svolta dal Tribunale con l’ausilio del Servizio Sociale della Val d’Enza; gli eventuali rapporti, anche extraprofessionali, tra giudici e operatori del settore minorile che potrebbero aver determinato situazioni di incompatibilità, le misure eventualmente adottate dal presidente del Tribunale sulle possibili situazioni di incompatibilità/astensioni; la corretta applicazione delle tabelle di organizzazione anche con riguardo alle attività dei giudici onorari minorili; ogni altro aspetto che possa risultare di interesse». —
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