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una familiare 

«Sfondata la lastra di mio padre Luogo incustodito: vergogna»

Am.P.
«Sfondata la lastra di mio padre Luogo incustodito: vergogna»

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reggio emilia. «Sono arrabbiatissima. Il cimitero di Roncocesi già prima dell’accaduto era in pessime condizioni: ci mancavano solo i vandali». A parlare è una signora di 75 anni che abita a Montecchio, ma originaria di Roncocesi: la reggiana è stata avvisata dal residente che ha scoperto il passaggio dei vandali.

«C’è stato un passaparola tra noi familiari, perché nessuno altrimenti se ne sarebbe accorto. Sono subito andata a Roncocesi e ho visto quel disastro: nel loculo di mio padre è stata spaccata la mensola, mentre in quello di mia madre i malviventi, forse non riuscendo a togliere il portafiori, hanno sfondato la copertura della lapide che è entrata all’interno. Ho chiamato il marmista per avere un preventivo: saranno migliaia di euro».

La finalità del gesto non è ben chiara. «Molti portafiori e lettere sono spariti, come se i responsabili cercassero il metallo. Però io mi chiedo: una volta i vasi erano fatti di rame, ora sono di materiale infimo, che valore può avere? Intanto si profanano i nostri morti».

La 75enne evidenzia come il cimitero di Roncocesi da anni sia privo di manutenzione. «Le poche tombe a terra, in abbandono, perdono pezzi e si sono sgretolate; la parte vecchia è stata puntellata da due impalcature metalliche, per sostenere una sorta di volta nel soffitto e scongiurare crolli. Un luogo in condizioni precarie e in stato di abbandono: nessuno se ne prende cura».

Il fatto che non esista più un custode, secondo la 75enne, «è il colmo. Se hai una necessità, non sai a chi rivolgerti. E soprattutto chiunque può entrare e depredare tranquillamente: di notte è il deserto, di giorno i cancelli sono sempre aperti. È una vergogna, che rende possibili raid come quello appena accaduto». —

Am.P.

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