Entro l’anno al via la conferenza dei servizi dedicata al tracciato Sud
Alla Corte Ospitale A22 ha presentato il progetto di Bretella Ad accoglierli tanti comitati con cartelli di protesta alzati
Prima metà del 2020 per la Bretella Campogalliano-Sassuolo e pronti pure a valutare modifiche al tracciato della tangenziale di Rubiera, ma a Sud. È stato un incontro decisamente partecipato – con alcune centinaia di persone arrivate dal Reggiano e dal Modenese, con tanto i cartelli di protesta – quello andato in scena ieri pomeriggio alla Corte Ospitale di Fontana dedicato ad alcune delle opere viarie più attese degli ultimi decenni. All’interno del pacchetto, oltre al collegamento autostradale tra l’Autobrennero a Campogalliano e il cuore del distretto ceramico a Sassuolo, vi sono un asse di collegamento alla tangenziale di Modena e l’agognata tangenziale di Rubiera. Quest’ultima appare come l’unica soluzione per alleggerire il centro del paese dall’attuale intenso traffico.
Il percorso scelto è quello a Sud della via Emilia, da Bagno di Reggio sino al confine sul Secchia, al centro di tante discussioni. Di tutti i lavori hanno parlato il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini e i due ospiti più attesi, i vertici di Autostrada del Brennero S.p.A, l’amministratore delegato Diego Cattoni e il direttore tecnico generale Carlo Costa. Autostrada del Brennero è l’azionista di maggioranza dell’associazione di imprese incaricate di realizzare le opere, per un percorso vicino al mezzo miliardo di euro. Il grande protagonista è stato proprio Costa, che ha illustrato i dettagli dei progetti, i costi e le tempistiche di fronte a tanti spettatori attenti, molti dei quali piuttosto scettici. Dopo mesi di battaglie fra opzione Sud e opzione Nord (da impostare sulla direttrice Gavassa-Fontana), il Ministero a ottobre sembra aver risolto la questione, confermando la progettazione a Sud, già finanziata all’interno della Bretella. Durante le discussioni, sono emerse possibilità di modifiche soprattutto nel tratto di Bagno, quello che maggiormente preoccupa il Comitato Agricoltura Ambiente. Costa ha annunciato che già lunedì dovrebbe partire la procedura ministeriale per attivare una Conferenza di servizi, il tavolo in cui ragionare delle esigenze emerse dal territorio e valutare modifiche. Per Bagno si punta quanto meno a spostare il passaggio il più lontano possibile dalla scuola e deviare l’immissione sulla via Emilia. Come poi accennato ad ottobre, si cercherà di prolungare la tangenziale di Reggio da San Maurizio sino a Bagno, così da creare un collegamento unico sgravando le frazioni dal passaggio dei camion. Questa ipotesi è però da valutare a parte, fuori dal discorso della bretella. Costa, Cavallaro e Donini hanno tutti ribadito la volontà di ascoltare le varie proposte e si aspetta ora questa Conferenza dei servizi, entro l’anno, per definire i dettagli e arrivare al progetto esecutivo.
A oggi, il disegno della tangenziale prevede 6,5 chilometri di tracciato, con quattro snodi con rotatorie, da Bagno sino al confine con Modena. Questo ultimo punto è quello più atteso. La tangenziale rubierese dovrebbe partire dove termina un’asse di collegamento con l’autostrada, un viadotto con ponte sul Secchia da 0,6 chilometri, una valvola di sfogo fondamentale per deviare l’attuale flusso. Costa ha assicurato che i lavori partiranno da questa area, così da garantire efficacia al nuovo passaggio. Il percorso della tangenziale, dal costo vicino ai 17 milioni di euro, conterà anche su un ponte sul Tresinaro e su due piccoli tunnel.
Più definiti i dettagli per il collegamento autostradale principale, 15 chilometri totali con sedici snodi di uscita da completare entro 38 mesi, poco più di tre anni, in tre stralci: il primo da 25 mesi, a cui aggiungere poi altri sei mesi per la seconda porzione e sette per la terza.
Il collegamento Campogalliano-Sassuolo sarà un’autostrada vera e propria, con sei caselli di accesso in cui pagare sia con contante che in digitale. Proprio la questione del costo è un altro tema discusso, la presenza del pedaggio potrebbe portare molti autisti a usare comunque le vecchie strade per quanto possibile, per evitare questa spesa aggiuntiva. Le proiezioni fatte in queste anni dicono altro, più del 50% dei camion dovrebbe comunque scegliere l’autostrada. Il motivo? Il tempo di percorrenza molto più basso. —
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