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Reggio è la Terra promessa per trovare lavoro e risparmi

E.L.T.
Reggio è la Terra promessa per trovare lavoro e risparmi

Il nostro territorio è nono in Italia per valore aggiunto pro-capite con 32.400 euro Secondo il report «l’Emilia è più dinamica grazie al patto fra corpi intermedi»

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REGGIO EMILIA. Se vuoi lavorare e vivere bene devi stabilirti in Emilia-Romagna. E tra le città papabili c’è anche Reggio Emilia. A ribadirlo - seppur con numeri parziali rispetto al contesto più complesso - è una nuova ricerca che vede la nostra provincia nella top ten di quelle con il più alto valore aggiunto in Italia. Reggio fa parte di una Regione, l’Emilia-Romagna, al terzo posto in Italia quanto a valore aggiunto per abitante, indicatore che rappresenta sia i livelli di partecipazione al lavoro che la produttività degli occupati. Tale indice risulta superiore del 24% alla media nazionale, allineato con i valori europei.

Ma ancora più interessante è l’analisi a maggior dettaglio territoriale. Infatti, secondo le stime effettuate per il 2018 da Unioncamere, fra le prime dieci province italiane con i valori più elevati ben 4 appartengono all’Emilia Romagna. Al top c’è l’inarrivabile Milano con una media di 49mila euro a persona. Ma la capitale morale è ben più vasta e popolosa, e conta una concentrazioni di super ricchi di caratura internazionale. Al secondo posto c’è Bolzano con 38mila euro, tra le prime dieci con Trento e Aosta che sono però in territori a statuto speciale. Dal terzo posto sputano le emiliane. Lì infatti si piazza Bologna (terzo posto) con 36.700 euro, seguita da Modena (quarto posto) con 35mila e Parma (sesto posto) con 33.400 euro a persona. Al quinto e al settimo posto ci sono le altre due grandi città italiane, Firenze e Roma. Infine, al nono posto, c’è Reggio Emilia, con 32.400 euro seguita da Aosta. Lo studio è della società di ricerca Rete Urbana delle Rappresentanze (Rur) dal titolo “Il Valore della Rappresentazione e le Politiche per i giovani nel Patto per il Lavoro dell’Emilia Romagna”, promosso dal Consiglio Regionale Unipol (rappresentanti sindacali) e realizzato in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. «Sappiamo bene che Pil e valore aggiunto non sono di per sé indicatori sufficienti a definire lo stato di benessere di una regione, tuttavia restano indispensabili per misurare lo stato di salute di un territorio in termini di capacità produttive» viene riportato nello studio. In Emilia Romagna il tasso di occupazione, nella popolazione fra 20 e 64 anni, è pari al 74,4% nel 2018, punto di riferimento fra le grandi regioni settentrionali, superiore a Lombardia (72,6%) e Veneto (71,5%). Il tasso di disoccupazione è sceso dall’8,3% del 2014 al 4,8% di giugno 2019. Grazie al Patto per il Lavoro e il Patto Giovani, la disoccupazione giovanile è diminuita dal 34,9% del 2014 al 17,8% del 2018. Al contempo, le fuoriuscite anticipate dalla scuola sono passate dal 13,6% all’11%, al di sotto delle Regioni del Nord e della media italiana del 14,5%. Livelli alti a Reggio anche per il reddito disponibile pro-capite delle famiglie (dati del 2017), che vedono la nostra provincia oltre i 22mila euro medi. Valori che rappresentano la forza della locomotiva economica e rappresentativa locale. «Istituzioni e imprese hanno operato con particolare energia per promuovere la formazione a tutti i livelli, dalla sperimentazione del sistema duale, con un serio apprendistato nelle aziende della Motor Valley come Ducati e Lamborghini, agli istituti tecnici superiori, alla formazione universitaria: un impegno premiato dai risultati dello studio condotto da Rur» conclude il report. —

E.L.T.

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