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Se dici una bugia non sei figlio di Maria

Stefano Scansani
Se dici una bugia non sei figlio di Maria

La domenica: l'editoriale di Stefano Scansani, direttore della Gazzetta di Reggio

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La Madonna parla a Mirjana Dragičević Soldo alle ore 16,00 di ogni secondo giorno del mese. La Madonna parla con gli altri veggenti di Medjugorje a cadenza fissa, in qualsiasi parte del mondo essi si trovino. E Matteo Salvini lo sa, perché lui è un fervente devoto della Regina Pacis (Regina della Pace), un sincero credente alle apparizioni che dal 1981 attraggono ogni anno nel paesino della Bosnia-Erzegovina un milione di pellegrini.

Ogni tanto il capo della Lega nomina la Sancta Dei Genetrix (la Madre di Dio) non invano, ma per uso privato, o meglio, per la strategia spaccatutto del suo partito personale. Salvini è riuscito a tirare in ballo la Mater Ecclesiae (la Madre della Chiesa) per dare del bugiardo al suo ex collega capo di governo Giuseppe Conte sull’infinito tormento del Meccanismo Europeo di Stabilità, il Mes, per capirci.

È successo nella sagrestia di RaiUno, cioè a Porta a Porta, dove martedì sera Salvini è stato ospite di Bruno Vespa. Riporto l’orazione del leghista. “Il nostro capogruppo alla Camera Riccardo Molinari intervenne in estate su questo tema. Conte zitto. Scappò. Io le persone le giudico oltre quello che dicono dallo sguardo. Ieri c’è stato un messaggio, per chi crede, della Madonna di Medjugorje che invitava a giudicare le persone dallo sguardo. Giudicare i fatti da quello che non si dice… E lo sguardo di Conte è uno sguardo di una persona che ha paura, che non ha coscienza pulita e che scappa, per chi crede. Non pretendo che uno lo creda, però evidentemente qualcuno ha mentito…”. Questo nuovo coinvolgimento politico della Virgo Prudentissima (Vergine Prudentissima) è quasi passato sottotraccia. Ma ha tutti i connotati per confermare che l’utilizzo della fede alla maniera medievale fa parte delle furberie strategiche del capo leghista.

Certo, Salvini ha letto il messaggio che la veggente Mirjana avrebbe ricevuto lunedì. Messaggio un po’ vacuo/monotono se si considera che è da anni che la Madonna consegna discorsi periodici. Di seguito il passo sulla “sufficienza dello sguardo” a cui Salvini ha fatto riferimento per accusare Conte.

La Madonna: "Cari figli… Tra coloro che amano mio Figlio e si amano reciprocamente per mezzo di lui, le parole non sono necessarie. È sufficiente uno sguardo per udire le parole non pronunciate e i sentimenti non espressi. Laddove regna l’amore, il tempo non si conta più. Noi siamo con voi! Mio Figlio vi conosce e vi ama…”.

Cioè, Salvini ha cavato da questo viluppo amoroso della Mater Boni Consilii (Madre del Buon consiglio) una mazza televisiva da picchiare in testa al premier. Ma – come ho prima osservato – la modalità è medievale, perché manda a dire a Conte che le sue bugie non son viste di buon occhio dal Cielo. O, al contrario, a vederli bene gli occhi di Conte sarebbero venati di insincerità. E qui si cade nella illusione pagana che porta dritta alla fandonia dei “Rettiliani” la cui natura sarebbe appunto percepibile dai loro globi oculari.

Qui mi fermo, altrimenti s’imbocca la fossa della fantascienza per il popolo basso.

Preferisco sostare sulla questione religiosa. Riconosco a Salvini tre precise strategie nel momento in cui impugna il rosario (invece di sgranarlo), branca il Vangelo (invece di adottarlo), interpreta la Madonna (invece di ascoltarla). Il leader della Lega così si arma di uno scudo trascendentale che consacra il suo dire. Sollecita le corde ancestrali del suo pubblico rinnovando il trittico fascistoide “Dio, Patria, Famiglia”. Spacca la Chiesa fra quelli che si ritengono tradizionalisti e il Papa, questo Papa, classificato fra i comunisti.

La citazione della Madonna di Medjugorje da parte di Salvini è quindi non casuale. E’ ben assestata, inserita al momento giusto.

Proprio sui 38 anni delle presunte apparizioni, Bergoglio non cela la sua diffidenza. Il Papa, pur non osteggiando i pellegrinaggi ai piedi dei monti Podbrdo e Križevac, dove balla il sole e la gente cerca miracoli, ha ricordato: “Riguardo a Medjugorje quando ero a Buenos Aires ho proibito che ci fosse una riunione che si è svolta lo stesso. Loro sapevano, però, che non ero d’accordo”.

Ancora il Santo Padre: «L’ho fatto perché uno dei veggenti avrebbe parlato e avrebbe spiegato un po’ tutto, e alle quattro e mezza sarebbe apparsa la Madonna. Cioè lui aveva l’agenda della Madonna. Allora ho detto: no, non voglio qui questo tipo di cose. Ho detto di no, no in chiesa”.

Sempre Bergoglio, che ha istituito una commissione internazionale d’inchiesta: “Per esempio, quelle persone sentono che la Madonna dice loro qualcosa, nella preghiera avviene una locuzione e allora dicono: ‘La Madonna mi ha detto questo…’. Certo. Lo esprimono in un modo che sembra che sia stata davvero un’apparizione. Ma da qui a dire che i veggenti siano protagonisti e organizzino apparizioni programmate... Questo è il peccato che può accompagnare una grande grazia”.

Si potrebbe quasi immaginare che Salvini sente le voci. Ma si tratterebbe di una semplificazione satirica. Piuttosto vige il peccato, che non è quello eventualmente commesso da Conte sul Mes. Ma è compiuto con l’arruolamento in politica della Madonna, nella piena contraddizione politica, perché quella invocata e citata da Salvini è anche la Consolatrix afflictorum (Consolatrice degli afflitti) cioè di coloro che attraversano i deserti e il mare, è Speculum iustitiae e Sedes sapientiae (Specchio della Giustizia e Sede della Sapienza). Nelle litanie non compare la Madonna esibita da Salvini.

Salvini se ne stia tranquillo perché nel Salve Regina la questione degli occhi è ben diversa: illos tuos miseri cordes oculos ad nos converte… Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
Ma l’utilizzo salviniano della fede e dell’iperdulìa (la devozione maggiore per la Madonna) si schianta nella pochezza terrestre di quando eravamo in braghe corte e credevamo alle favole: “Chi dice una bugia non è figlio di Maria non è figlio di Gesù e all'inferno ci vai tu”. —

s.scansani@gazzettadireggio.it

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