«Dalla Regione a Reggio Emilia più di 5 miliardi in investimenti»
Il sottosegretario Giammaria Manghi traccia il bilancio del quinquennio che sta per chiudersi
IL BILANCIO
NICOLA FORNACIARI
È tempo di bilanci quello che vede chiudersi, a dicembre 2019, il mandato amministrativo della Regione. Con le elezioni alle porte infatti termina un quinquennio in cui l’Emilia Romagna ha investito sul territorio della provincia di Reggio Emilia 5,227 miliardi di euro.
«Credo sia un bilancio molto significativo – rimarca Gianmaria Manghi, sottosegretario alla presidenza dell’Emilia Romagna – Solo nell’ultimo anno i contributi a Reggio Emilia hanno superato il miliardo».
La Regione «un ente spesso avvertito come distante dalla popolazione» ha detto il Sottosegretario, dà conferma in Emilia Romagna, di poter influire e decidere le sorti della collettività, ampliando i servizi e conferendo benessere alla popolazione. I dati maggiormente significativi sono quelli che riguardano i fondi regionali stanziati per la salute: con gli investimenti, tra gli altri, prima di 35 milioni sul Core, l’ala onco-ematologica del Santa Maria Nuova, e di altrettanto denaro sul Mire, Reggio Emilia si colloca ai vertici nazionali, mettendo a disposizione centri all’avanguardia.
Ma non finisce qui: «La Regione, infatti, ha investito tanto anche negli ospedali situati in provincia con 29,5 milioni all’ospedale di Montecchio, 34 a Correggio, 16 a Guastalla e 11 a Castelnovo Monti. Di rilievo è anche la cifra stanziata per il fondo non autosufficienza, ovvero 192 milioni. Ed è anche grazie a questi investimenti che l’Emilia Romagna si colloca al vertice della classifica nazionale che misura la capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione con 7,4 punti, a fronte di una media nazionale di 5,7 ( dati Meridiano Sanità Index, ndr)».
Ma non ci sono solo fondi destinati alla sanità, di grande importanza sono anche gli investimenti sull’agricoltura. I fondi si suddividono tra aiuto ai privati, «come per esempio i 17,5 milioni stanziati per l’ammodernamento delle aziende oppure i 19,5 milioni di contributi ai giovani agricoltori e quelli pubblici, come la costruzione di impianti da fonti rinnovabili, uno su tutti i 500 mila euro investiti su Casina e la ristrutturazione delle strutture per i servizi pubblici».
La restante parte dei fondi stanziati è servita per la sicurezza del territorio e il rimborso dei danni, con 74,5 milioni stanziati per 706 opere di sicurezza territoriale, 2,2 milioni per la protezione civile, 23,9 milioni per attività produttive come start up, 295 milioni per il sisma, 35,9 milioni per il welfare, 13 milioni per il sostegno al mantenimento e all’acquisto di una casa (fondo affitto, giovani coppie ecc), 6,4 milioni sullo sport, 62 sulla scuola, 700mila euro per la sicurezza e 2,8 milioni per il turismo.
«Unica nota dolente – ha affermato il sottosegretario Giammaria Manghi – la necessità di aumentare i fondi laddove ci sono delle emergenze come i dissesti idrogeologici: la stagione che viviamo, caratterizzata dai cambiamenti climatici, porta con sè effetti che esigono risorse più cospicue rispetto al passato». —
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