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Firmato il patto per la tutela della qualità dell’aria

Firmato il patto per la tutela della qualità dell’aria

L’accordo coinvolge anche Regione, Province, Confindustria Ceramica e Arpae Zanni: «Un’occasione storica, a favore della sostenibilità ambientale»

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SCANDIANO. Un accordo che va oltre le singole municipalità, che va a riunire più realtà per tutelare la qualità dell’aria del Distretto e, di conseguenza, la qualità della vita. Ieri a Fiorano, dieci sindaci del distretto ceramico modenese e reggiano, i rappresentanti della Regione Emilia Romagna, delle Province di Modena e Reggio Emilia, di Confindustria Ceramica e di Arpae hanno siglato l’Accordo territoriale volontario riguardante il contenimento delle emissioni.

Un’iniziativa che prende le mosse dal precedente protocollo, siglato nel 2009 e scaduto il 25 marzo 2014, che però non si pone come una semplice riedizione. Diversi gli obiettivi, tra cui quello di aggiornare e verificare il quadro territoriale della qualità dell’aria, la volontà di favorire gli interventi volontari da parte delle imprese sugli impatti diretti e indiretti, ma anche il tentativo di uniformare le procedure autorizzative ambientali all’interno del Distretto, con la possibilità per le imprese di accedere più facilmente ai contributi regionali. Il piano avrà una durata di cinque anni, ed è previsto un monitoraggio biennale dei risultati. I Comuni coinvolti sono dieci: Castelvetro, Fiorano, Formigine, Maranello, Sassuolo, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano.

Nel dettaglio, verrà regolata la fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare piastrelle, gres o porcellane sottoposte ad Aia (autorizzazione integrata ambientale). Il testo, inoltre, mira a identificare “buone pratiche” di prevenzione e protezione ambientale volontarie come, ad esempio, il riutilizzo dei rifiuti, il contenimento delle emissioni sonore, la riduzione di impieghi idrici, la piantumazione. L’accordo si basa su un’analisi condotta da Arpae, che ha esplorato la situazione ambientale del distretto e la qualità misurata dell’aria dal 2014.

Dall’indagine, è emerso che, le emissioni del comparto ceramico del distretto sono trascurabili per piombo e composti organici volatili; l’ossido di azoto che esce dai forni di cottura, invece, costituisce il 23% del totale e il contributo ceramico all’emissione di Pm10 è inferiore al 39%. Sempre per quanto riguarda le emissioni della ceramica, le polveri sottili del distretto sono date per quasi il 60% da Sassuolo e Fiorano. «Per noi – ha spiegato Vittorio Borelli, di Confindustria Ceramica – investire in politiche ambientali è un vantaggio e un’opportunità. Si tratta di un valore in cui abbiamo sempre creduto, sono tanti decenni, ormai, che ci occupiamo di sviluppo sostenibile. Questo risultato è frutto di un dialogo continuo con le amministrazioni». «Per molti anni - ha aggiunto Giovanni Rompianesi, coordinatore del gruppo di lavoro – sia la normativa nazionale sia le politiche ambientali attivate nel distretto hanno posto al centro la singola impresa, mentre, questo accordo, va a considerare un limite complessivo»

Plaude all’iniziativa il sindaco di Castellarano e presidente della Provincia Giorgio Zanni: «Una occasione storica, un’intesa che non ha precedenti in Italia e che conferma il distretto ceramico quale modello virtuoso oltre che punto di forza dell’intero sistema industriale italiano. Con un obiettivo ambizioso: portare il distretto ceramico ad essere non solo eccellenza mondiale di innovazione e qualità di prodotto, ma anche in termini di sostenibilità ambientale. Fondamentale l’adesione di imprese e Confindustria ceramica, a conferma del rapporto di forte collaborazione». —

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