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«La nuova prescrizione non risolve i problemi e viola la Costituzione»

T.S.
«La nuova prescrizione non risolve i problemi e viola la Costituzione»

Quattro penalisti reggiani fanno sentire la loro voce a Roma «Tempi infiniti, verranno colpiti i diritti fondamentali di tutti» 

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REGGIO EMILIA. La nuova prescrizione – dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio, ma è al centro di un’autentica bagarre politica, con il governo diviso sulla riforma – è osteggiata dall’Unione delle Camere Penali che all’astensione dalle udienze (sciopero pienamente riuscito nel foro di Reggio Emilia) ha associato una “maratona oratoria nazionale” in piazza Cavour, a Roma. E i penalisti reggiani – rappresentati da 4 colleghi – hanno voluto far sentire la loro voce. «Questa riforma non arriva a risolvere i problemi, ma anzi ne crea dei nuovi – ha rimarcato l’avvocato Raffaella Pellini – in violazione dei diritti costituzionalmente garantiti. Un reato si prescrive in otto, dieci, venti anni ed il soggetto che lo compie in questo lasso di tempo, tra la commissione del reato e l’applicazione della pena, sarà un soggetto con maturità e pensieri diversi, non sarà più la stessa persona che ha commesso quel reato. Non può essere imputato per sempre». Gli fa eco l’avvocato Alessio Fornaciari: «Questa è l’ennesima riforma della giustizia fatta per proclami, più per raccogliere consensi elettorali che per risolvere i veri problemi della giustizia penale. Senza prescrizione avremo un processo senza fine e le parti non sapranno quanto durerà e quanto sarà il tempo preteso dallo Stato perché si possa mettere la parola fine alla loro storia processuale da innocenti o colpevoli». L’avvocato Valeria Miari ha portato la sua esperienza, cioè l’aver difeso negli ultimi 10 anni molte vittime di reato, soprattutto minori. «Un avvocato deve battersi affinché, nel rispetto delle regole di un processo giusto, con tempi ragionevoli si pervenga ad una risposta dello Stato che consegni alle vittime il punto di partenza per tentare una ricostruzione del proprio io. Con questa riforma la parola fine non verrebbe pronunciata, di fatto, mai». Infine l’avvocato Helmut Bartolini va al cuore del problema: «Questa riforma colpirà in modo irrimediabile i diritti fondamentali di ciascuno di noi, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accade, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese». —

T.S.

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