«Maschi frustrati fanno vergognare di essere uomini»
L’indignazione del Presidente del Consiglio comunale «Parole indegne anche delle pareti di un bagno pubblico»
L’OPINIONE
MATTEO IORI
È la prima volta che scrivo come Presidente del Consiglio comunale, nella mia veste super partes cerco il più possibile di restare fuori dai dibattiti, ma questa volta non ci riesco e lo faccio per commentare ciò che è stato scritto su una donna che cominciò la sua prestigiosa carriera politica proprio come Consigliera comunale a Reggio Emilia.
Su Nilde Iotti è stato scritto tanto in questi giorni e non voglio fare ulteriori attestati di stima, bensì ricordare che prima di essere una politica era una donna. Ho appreso dalla stampa che su Libero un tipo, uno sconosciuto che non merita notorietà, si è permesso di scrivere che era “grande in cucina e a letto” e che questo è “il massimo che in Emilia si chiede a una donna”.
Ciò che più mi dà fastidio è che questo giornalista sia un uomo e di conseguenza possa esserci chi ritenga che questo possa accomunare altri uomini in queste opinioni; ciò mi fa vergognare.
Essere uomini è molto faticoso se si è in un mondo in cui ogni maschio frustrato può permettersi di scrivere certe cose.
Il fatto che costui, che sicuramente ha poca fortuna con le donne e probabilmente anche nella vita in generale, possa influenzare qualche giovane mi preoccupa. Mi preoccupa che giovani maschi crescano in un mondo in cui uomini meschini e inappropriati possano usare social o giornali per diffondere opinioni che non meriterebbero uno spazio neppure su una parete di un bagno pubblico.
Da sempre il successo di tante donne genera astio in uomini miseri, ma spero che anche queste cose servano per dare una scossa ai giovani e aiutarli a rispondere alla società del rancore, dell’astio e del pregiudizio, con accoglienza, rispetto e voglia di riappropriarsi del proprio mondo, isolando certe persone nel luogo che meritano: le pareti di un bagno pubblico. —
Presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia
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