Vive da indigente alle Reggiane ma è uno spacciatore di eroina
Il 36enne incastrato dai carabinieri nell’ennesimo blitz nei capannoni dismessi Sequestrato mezzo etto di droga, nel telefonino i contatti criptici con i clienti
Viveva da indigente dentro uno stabile diroccato delle ex Reggiane che aveva adattato a deposito di eroina.
Stupefacente che poi vendeva a un nutrito portafoglio clienti – molti dei quali reggiani – che effettuavano gli ordinativi via WhatsApp attraverso messaggi in codice.
LA RETATA
A scoprirlo i carabinieri della sezione operativa di Reggio Emilia che venerdì pomeriggio, a seguito dell’ennesima retata nell’area delle ex Officine reggiane (il giorno prima era stato “pizzicato” un altro spacciatore di eroina, ndr) hanno arrestato il tunisino Abdel Monem Guesmi, 36enne – incensurato, in Italia da cinque anni ma senza fissa dimora, disoccupato – con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Oltretutto viene sequestrato un quantitativo considerato dalla legge non piccolo di eroina, il che potrebbe tramutarsi in una pena pesante quando la vicenda arriverà in sede processuale.
Al tunisino i carabinieri hanno infatti sequestrato oltre mezzo etto di eroina, in parte suddivisa in dosi pronte allo spaccio, uno smartphone che conteneva messaggi di diversi utenti, molti censiti quali consumatori di eroina dagli stessi carabinieri, con contenuti che seppur criptici sono stati ricondotti alla compravendita di droga.
Nel momento in cui i militari hanno fatto irruzione al primo piano dello stabile, il nordafricano era sul letto intento a fumare eroina.
Di fianco a lui c’è il quantitativo di droga in una busta di cellophane (l’eroina è suddivisa in tre frammenti di grandi dimensioni e molti altri più piccoli).
L’UDIENZA
Ieri mattina Guesmi è comparso – in tribunale – davanti al giudice Giovanni Ghini per l’udienza di convalida dell’arresto. Assistito dall’avvocato Federico Bertani, il tunisino ha negato di essere uno spacciatore, spiegando che l’eroina sequestrata non è sua, ma appartiene ad un’altra persona.
Il pm Laura Galli ha poi chiesto la misura restrittiva del divieto di dimora nella nostra provincia, mentre la difesa ha descritto le ex Reggiane come un porto di mare, il che – a parere dell’avvocato Bertani – non dà nessuna certezza che l’eroina sia effettivamente di Guesmi.
Il giudice Ghini è uscito dalla camera di consiglio con l’accoglimento della misura cautelare proposta dal magistrato inquirente. A quel punto il nordafricano è stato liberato e dovrà subito lasciare il Reggiano.
Potrà rientravi solo il 23 gennaio dell’anno prossimo, cioè nel giorno in cui affronterà il processo.
Da tempo i carabinieri effettuano incessanti controlli nell’area delle officine ex Reggiane, punto di ritrovo principale della città per lo smercio al minuto degli stupefacenti. —
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