Gazzetta di Reggio

Reggio

il patrocinio del re dei formaggi 

«Per il Parmigiano Reggiano un aiuto nella lotta ai falsi»

L.V.

Per il direttore  del Consorzio di tutela ben vengano anche le nuove tecnologie  da affiancare ai controlli

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo convintamente assicurato il patrocinio all’iniziativa assunta dall’Università di Modena e Reggio – afferma Riccardo Deserti direttore del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano – perché ben vengano nuove tecnologie ad affiancarci nella quotidiana attività di controllo e di lotta alla contraffazione. È un impegno che rappresenta uno dei nostri principali obiettivi. La modifica del disciplinare di produzione ha accettato l’adozione di tecniche di verifica basate sugli isotopi acidi e ciclopropanici che costituiscono fattori indicativi della corretta provenienza del latte e garantiscono che venga ricavato unicamente da vacche nutrite senza l’uso di insilati».

Il giudizio del manager reggiano è estremamente positivo perché incrementa l’azione di tutela degli allevatori e dei casari delle cinque province in cui viene prodotto il nostro tipico alimento: Reggio Emilia, Parma, Modena, Mantova destra Po e Bologna extra Reno. Si tratta di un prodotto di alta qualità che viene consumato in svariati modi dopo essere stato realizzato in milioni di tonnellate di forme di formaggio ed essere stato commercializzato in tutto il mondo. In qualche caso spacciato per tale con denominazioni somiglianti e addirittura con confezioni che cercano di imitare quelle originali. «Un altro passo importante – prosegue – è stato compiuto un paio d’anni fa quando sono entrati a regime i piani di controllo del grattugiato. Ora i nuovi spettrometri ci soccorrono con un ulteriore concreto aiuto nella battaglia alle contraffazioni che possono aver luogo in tutta Italia e in questo modo potremo accentuare la nostra concentrazione alle usurpazioni che si compiono, e che ogni tanto riusciamo a smascherare e denunciare, sui mercati esteri, in Paesi là dove non sempre esistono e operano efficaci normative di controllo».

Deserti completa l’analisi estendendola verso un altro particolare settore, la ristorazione. «In questo specifico ambito i controlli sono più difficili perché articolati in mille rivoli. Prima di affermare che stanno servendo effettivamente Parmigiano Reggiano dop, i ristoratori dovrebbero esserne certi, nel loro stesso interesse, soprattutto se operano lontano dalle terre in cui viene prodotto. Nel frattempo – conclude – diamo il benvenuto a queste verifiche scientifiche che ci vengono in aiuto nel contrastare le irregolarità». —

L.V.

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