Canile Amici di Marta, a rischio il rinnovo della convenzione
I Comuni di Bagnolo e Cadelbosco hanno deciso di ridurre soldi e numeri di cani Borghi: «Volontari per il benessere degli animali». Il sindaco: «Penso al bilancio»
BAGNOLO. Il prossimo 31 dicembre scade la convezione tra il canile “Amici di Marta” e due Comuni – quello di Bagnolo e quello di Cadelbosco Sopra – per il servizio di cattura, affidamento e custodia dei cani. Ma il rinnovo, al momento, è tutt’altro che scontato tra le parti, con i Comuni che hanno ridotto il budget messo a bilancio per il servizio.
LA CONVENZIONE
La questione è peculiare. Perché peculiare è il canile di San Tomaso della Fossa: è opera di una coppia amante degli animali, Marta (scomparsa da qualche anno) e Sergio Campari. Si deve a loro – che ci hanno messo ingenti risorse finanziarie – la creazione della struttura (che è di proprietà di Campari), fiore all’occhiello nel Reggiano per la cura degli animali abbandonati, e a un folto numero di volontari che da decenni contribuiscono con soldi, tempo e dedizione al miglioramento del canile sanitario. Dove il benessere degli animali – un aspetto questo tutt’altro che scontato – è una priorità.
Nel maggio scorso l’amministrazione comunale di Bagnolo ha cambiato colore. La nuova giunta, guidata dalla civica di Gianluca Paoli, sta rimettendo in discussione l’ammontare dei soldi da destinare agli animali. Lo stesso, in un’ottica di Unione – dato che i due Comuni fanno parte della stessa, quella “Terra di Mezzo” – sta facendo il Comune di Cadelbosco Sopra.
A spendersi in queste ore di trattative a favore del canile di Bagnolo è Stella Borghi, bagnolese e presidente dell’associazione “Amici della Terra”.
STELLA BORGHi
«Gli “Amici di Marta” hanno sempre avuto come obiettivo la ricerca di famiglie disposte all’adozione, con controllo pre e post affido. Il turn over è alto e questo comporta una notevole riduzione delle spese per i due Comuni. Nel 2018 da Bagnolo sono entrati 42 cani e ne sono stati adottati 40, da Cadelbosco di Sopra ne sono entrati 11 e sono stati fatti adottare tutti – scrive Stella Borghi in una nota –. Nel 2019 da Bagnolo sono entrati 30 e sono stati fatti adottare 27, da Cadelbosco ne sono entrati 15 e sono stati adottati 11».
«Sappiamo che i due sindaci stanno cercando altri canili dove portare i loro cani. Immaginiamo che non sarà loro difficile trovarne di quelli che fanno un prezzo forfettario e dove gli animali entrano cuccioli e lì restano per sempre garantendo la diaria al gestore per tutta la loro vita» , rincara.
IL SINDACO
A spiegare in che modo si sta muovendo l’amministrazione comunale di Bagnolo sulla questione è il sindaco Gianluca Paoli. «In ballo c’è l’affidamento del servizio di cattura e custodia dei cani: facciamo un bando, appaltiamo il servizio e chi lo può fare si candida – chiarisce –. La proposta che facciamo agli “Amici di Marta” è di una diaria giornaliera di 2,50 euro al giorno per ogni cane per un massimo di 35 cani nel 2020, e 25 nel 2021. Ci vogliamo dare un trend in diminuzione, cosa che non è stata fatta. Fino a oggi era fissato a 40 cani».
«Per far quadrare il bilancio abbiamo dovuto fare delle sforbiciate. L’unica voce in crescita era quella per il canile, non mi sono sentito di tagliare altri servizi. Questo può essere di stimolo al gestore per applicare pratiche virtuose. È comprensibile lo spirito del loro volontariato, ma io come ci salto fuori? Il loro lavoro è meritorio, noi ne usufruiamo come ente locale, ma la legge non dice quanti ne dobbiamo convenzionare. Ci dobbiamo dare l’obiettivo di arrivare a una massima riduzione possibile dei cani. È una scelta di Unione». —
Elisa Pederzoli
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