Fa a pezzi l’albero di Natale e picchia la moglie, arrestato
Ultima di una serie di violenze domestiche di un 40enne ora in carcere Ha dato in escandescenze davanti ai due figli minorenni e contro i carabinieri
SCANDIANO. Schiaffi in faccia alla moglie, l’albero natalizio fatto a pezzi davanti ai figli, una reazione violenta di fronte ai carabinieri. Non è stata una bella domenica di Avvento, quella passata da una famiglia scandianese, rovinata dalla violenza e da parecchi bicchieri di troppo e conclusa con l’arresto di un uomo residente in paese, accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.
La vicenda inizia poco prima delle 22 dell’8 dicembre in un’abitazione di Scandiano dove vivono marito e moglie, entrambi quarantenni, e due figli minorenni. L’uomo torna a casa e, una volta entrato, si trova di fronte l’albero di Natale che i bimbi hanno appena finito di preparare, orgogliosi di mostrarlo al padre. La risposta non è quella attesa.
Il genitore – che dalle prime ricostruzioni aveva bevuto parecchi alcolici ed era su di giri – prende l’albero e lo getta a terra, distruggendolo. Il motivo del gesto non è chiaro; non si tratta certo del “rifiuto” della tradizione, in passato la famiglia ha sempre festeggiato il Natale.
La moglie reagisce lamentandosi per il gesto poco sensato e il marito a quel punto perde completamente il controllo: offese, minacce, spintoni e diversi schiaffi in faccia, il tutto davanti ai figli già spaventati per aver visto finire in pezzi il loro albero.
La donna riesce a chiamare il 112 e la centrale operativa provinciale dei carabinieri manda subito sul posto una pattuglia dalla tenenza di Scandiano. L’arrivo di due militari non porta la calma, anzi. L’uomo cerca di bloccare l’accesso alla casa e di respingerli con la forza, unendo parecchie minacce alle maniere forti. Dopo una breve colluttazione, i due carabinieri riescono a immobilizzarlo e a parlare con la moglie, facendosi raccontare quanto accaduto. Viene fuori che l’episodio non è che il picco di un anno difficile, segnato da tanti atti di violenza e intimidazioni verso la donna, avvenuti spesso dopo aver esagerato con l’alcol.
A quel punto, lo scandianese viene portato in caserma e lì formalmente arrestato in flagranza di reato, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. Ora si trova in carcere, a disposizione della Procura reggiana che coordinerà le indagini. Una volta definito nel dettaglio il quadro, potrebbero essere valutati anche dei provvedimenti di tutela e sostegno per la donna e per i due figli.
«Quando arrivano queste notizie, che tra l’altro riguardano il nostro territorio, l’istinto è di reagire con disprezzo e condanna. Normale ma non sufficiente. Il tema della violenza sulle donne è serio, attuale e avviene in contesti spesso silenti», commenta amaro il sindaco Matteo Nasciuti. E ammonisce: «Sentirci responsabili è il primo passo per lavorare ancora, e ancora meglio, su educazione, prevenzione, denuncia, fermezza». —
Adr.Ar.
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