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Hera sfida Iren: con Aimag punta a Unieco Ambiente

Hera sfida Iren: con Aimag punta a Unieco Ambiente

Offerta di 21 Comuni modenesi e mantovani: tra i soci c’è il colosso di Bologna Alla finestra anche l’azienda controllata dai reggiani, che non svela però le carte

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REGGIO EMILIA. Unieco Ambiente è una tra le prime sei aziende italiane nella gestione dei rifiuti. È per questo motivo che il ramo sano dell’ormai fallita Unieco – in liquidazione coatta da un paio d’anni – è sul tavolo di molte concorrenti. Tra queste c’è il colosso Iren, multiutility controllata anche dal Comune di Reggio con Torino, Genova e Parma. Iren ha presentato un’offerta e a metà dicembre Unieco Ambiente dovrebbe diventare pubblica.

Intanto, a giocare a carte scoperte in questi giorni, sono stati i “cugini” modenesi e mantovani di Aimag, altra multiulity ma della Bassa, in attesa del via libera – che semba abbastanza scontato – dai 21 consigli dei Comuni associati per partecipare al bando con offerta vincolante per l’acquisto della “divisione ambiente” dell’ex colosso cooperativo reggiano.

L’operazione verrà presentata in tutti i municipi dei soci di Aimag per spiegare agli amministratori i vantaggi di questa opportunità, in termini economici e di prestigio. È partita l’8 ottobre, quando il commissario liquidatore del colosso reggiano ha pubblicato l’invito a partecipare alla “procedura competitiva per l’acquisto” del ramo in questione. Vista da Reggio e soprattutto dagli azionisti di Iren, l’operazione di Aimag sembra quella del cavallo di Troia. Dentro ad Aimag, infatti, c’è anche l’altro grande colosso italiano dell’energia e dei rifiuti, la bolognese Hera, che è comunque minoranza. Il resto delle quote è detenuto dalla Fondazione Cassa di Carpi (7,5%), Fondazione Cassa di Mirandola (2,5%).

Hera ha il 25% e da tempo ambisce a incorporare Aimag con la quale, se dovesse andare in porto l’acquisto di Unieco Ambiente, diventerà invece concorrente.

Aimag, esaminate le carte disponibili, ha deciso intanto di presentare la “manifestazione di interesse non vincolante all’acquisto”, chiedendo l’accreditamento alla procedura di vendita. «L’analisi della documentazione accessibile – ha spiegato il dg di Aimag Davide De Battisti – conferma il potenziale interesse industriale e strategico all’acquisto, la convenienza economica e la sostenibilità finanziaria dell’operazione».

La Divisione Ambiente di Unieco gestisce impianti di smaltimento rifiuti nel Reggiano, in Emilia e in gran parte del Nord Italia, dal Piemonte alle Marche, soprattutto in Toscana. Attraverso partecipazioni in 19 società, che gestiscono 39 impianti operativi, di cui 19 di proprietà.

In Toscana Unieco gestisce anche il servizio di raccolta rifiuti e non solo le strutture. «L’acquisizione – spiegano da Aimag – consentirebbe alla società di espandere le proprie attività al Centro Nord, e di gestire un nuovo sistema ambiente», con un volume di rifiuti per milioni di tonnellate, effettuando un salto dimensionale «tra i principali operatori dell’ambiente in Italia». Nelle sue prime valutazioni, la multiutility modenese intravede anche benefici per il territorio e i cittadini, con «opportunità di riduzione delle tariffe di raccolta per i cittadini, di investimenti sul territorio e di creazione di posti di lavoro». Certo è che la vendita di Unieco Ambiente porterà a un rilancio di offerte, potendo far chiudere la procedura di Unieco con un eventuale attivo. —

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