Lo Spi Cgil: «Occorre ribellarsi come le donne della Gazzetta»
reggio emilia. «Occorre ribellarsi a quanto è stato scritto da Carbone, come hanno fatto le giornaliste della Gazzetta di Reggio, perché rappresenta un modo di pensare maschilista e volgare, un concetto medievale che concepisce la donna, la sua intelligenza, il suo prezioso contributo nella società relegandola invece ad un oggetto, asservita ai bisogni dell’uomo». È una critica senza mezze misure e un chiaro appoggio alla campagna lanciata dalla Gazzetta di Reggio quello contenuto nelle parole del sindacato Spi Cgil di Reggio Emilia e delle donne del coordinamento Spi, parole con le quali vengono «condannate duramente le parole scritte su Libero in merito al ricordo dell’Onorevole Nilde Iotti nel ventennale della sua morte».
Infatti, proseguono i sindacalisti e le sindacaliste, «sminuire in modo così becero, con un linguaggio volgare e sessista, il ruolo istituzionale, umano e politico di una donna che è stata madre costituente, che ha ricoperto la carica di presidente della Camera dei deputati e che ha lottato per l’emancipazione femminile nel nostro Paese e per i diritti delle donne, è una offesa insostenibile per tutti noi».
Parole «dure come pietre, prosegue lo Spi Cgil – che scalfiscono non soltanto la dignità di una grande donna come la nostra concittadina Nilde Iotti, che ha contribuito alla storia del Novecento del nostro Paese, ma parole terribili che colpiscono l’intero genere femminile. Insultare lei significa offendere tutte le donne emiliane e italiane nel loro insieme. Si offende e si nega quello che le donne oggi rappresentano nella vita economica, istituzionale, sociale, politica del nostro Paese. Il loro valore intellettuale ed umano».
E proprio per questo motivo, conclude la nota del sindacato, «chiediamo a tutti (donne, ma soprattutto uomini), di condannare aspramente l’autore dell’articolo prendendone le distanze, ma in modo particolare chiediamo all’Ordine dei giornalisti immediati provvedimenti per le palesi violazioni che ravvisiamo nell’articolo scritto da Carbone, soprattutto in relazione all’articolo 3 della Costituzione».
E proprio contro Carbone si sono mosse anche le avvocatesse Cathy La Torre e Rita Nanetti, che stanno scrivendo un esposto da presentare alla magistratura per chiedere se le parole usate sul quotidiano Libero per definire Nilde Iotti e le donne emiliane costituiscano un reato di diffamazione, esposto che potrà essere sottoscritto da tutte le donne che si sono sentite offese e diffamate.
È già in programma il primo appuntamento per raccogliere sottoscrizioni: il 16 dicembre alle 18.30 al Centro delle Donne di via del Piombo 5, a Bologna. «Sono centinaia le persone che mi hanno contattato – ha dichiarato La Torre a Repubblica Bologna – voglio chiedere anche alla candidata della Lega, Lucia Borgonzoni, che è una donna emiliana, se a lei questa presentazione va bene. Altrimenti la aspettiamo a firmare il nostro esposto». —
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