Studenti avvisati in anticipo dei controlli antidroga, il consigliere Braghiroli si difende: «Sono stato strumentalizzato»
Matteo Braghiroli spiega la sua affermazione in Sala del Tricolore, a difenderlo anche il consigliere De Lucia
REGGIO EMILIA. «La mia affermazione in Sala del Tricolore è stata chiaramente strumentalizzata dalla destra ed è stata decontestualizzata da un discorso più ampio sul tema della prevenzione e abuso delle sostanze che ho portato in aula». A parlare è Matteo Braghiroli, il più giovane consigliere comunale di Reggio Emilia, da lunedì al centro della polemica per quanto dichiarato in Sala del Tricolore durante la discussione su una mozione in merito al contrasto dell’uso di droga fra i giovani.
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«Gli studenti ricevono delle soffiate dai professori o dai presidi», ha detto il consigliere parlando dei controlli antidroga a scuola, «perché ne hanno un ritorno: se quel giorno si trova poca droga e non se ne trova, risulta che hanno una scuola pulita».
Affermazione che ha sollevato le proteste della destra in aula, proteste alle quali Braghiroli risponde così: «Il compito di noi consiglieri comunali è stare sul campo, io ho venti anni e sto con i giovani miei coetanei. Ho riportato conversazioni e storie di alcuni giovani che ho interpellato sul tema, ho raccontato anche che molti ragazzi sono intimoriti dai cani e dai controlli anche se non usano sostanze e che invece chi usava sostanze, attraverso percorsi di prevenzione svolti dagli educatori professionali ha trovato il coraggio di affrontare il problema».
L’obiettivo di quella frase, prosegue quindi il consigliere Pd, «era quello di sottolineare il fatto che la sola repressione all’uso di sostanze non è sufficiente ma che è necessario affiancarla anche ad opere di prevenzione nelle scuole. Il problema è serio. Nessuno lo nega. Ma resto convinto che il dialogo sia prioritario. Il dialogo tra i tanti attori, insegnanti, genitori, operatori, e soprattutto giovani. Il dialogo difficile per far crescere la consapevolezza. Tutto questo però richiede un approccio che superi inutili e sterili speculazioni politiche».
Quindi, conclude Braghiroli, «non è certo mia intenzione, e non solo per il ruolo che ricopro, non riconoscere l’enorme lavoro che ogni giorno insegnanti e presidi fanno dentro le nostre scuole. Ma ribadisco, Non bisogna pensare che la repressione risolva al 100% il problema della droga. Parlo a nome dei miei coetanei, noi giovani siamo una risorsa, non un problema».
A sostenere il giovane politico si è poi aggiunto il più navigato collega in Sala Tricolore, Dario De Lucia, promo firmatario della mozione di cui si stava discutendo: «Eravamo 30 persone in aula e c’è la diretta streaming che può provarlo, Matteo ha riportato vari casi di giovani suoi coetanei, gli stessi consiglieri di opposizione del M5s e della lista civica Rubertelli hanno preso le sue difese rispetto alle uscite fuori luogo e da campagna elettorale di Lega e Forza Italia. Braghiroli è uno dei consiglieri più attivi di questa legislatura, l’atteggiamento a lui rivolto è tipico del nonnismo da caserma, non porta nulla alla discussione per il bene della città».
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