Droga fra gli studenti, dentro il mondo degli stupefacenti già a 12 anni: e per comprarla c’è chi inizia a spacciare
Marco Orsolini, luogotenente dell’Arma, e Guglielmo Battisti, dirigente della Mobile, raccontano la lotta al traffico di droga fra giovanissimi e studenti reggiani
REGGIO EMILIA. Un amico più grande che inizia a fumare erba, qualche spinello che gira nelle compagnie quando si esce la sera o dopo la scuola, lo sdoganamento degli stupefacenti leggeri come se fossero innocui, equiparati quasi a una sigaretta (che pur innocua non è). L’avvicinamento dei giovanissimi al mondo della droga ormai avviene prestissimo, a partire addirittura dai 12 anni. Un mondo del quale, in diversi casi, gli adolescenti diventano parte attiva.
Un fenomeno drammatico, dalle mille sfaccettature e in costante evoluzione. Così, per capire meglio l’utilizzo di stupefacenti fra studenti e giovanissimi reggiani, abbiamo chiesto la consulenza di due esperti nella lotta al consumo di droga e allo spaccio: il luogotenente “carica speciale” dell’Arma Marco Orsolini, comandante della stazione di Reggio Emilia Principale, e Guglielmo Battisti, dirigente della squadra mobile della questura.
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«Il contrasto alla droga nelle scuole – chiarisce fin da subito Orsolini – c’è e avviene in stretta collaborazione con i dirigenti scolastici. Da quando sono a Reggio Emilia ho continui rapporti con i presidi, ci segnalano le situazioni da monitorare e talvolta concordiamo con loro anche le attività di controllo con l’ausilio di cani. Altre volte invece agiamo su iniziativa ma anche in quei casi sono sempre favorevoli».
E se «sporadicamente» capita di scoprire attività di spaccio nelle scuole, molto più di frequente lo smercio di droga avviene invece «in altri luoghi, magari nei dintorni, punti di aggregazione dove ci possono essere persone che spacciano ai ragazzini».
Ragazzini che sono sempre più piccoli: «Rispetto ai miei tempi – prosegue Orsolini – sicuramente l’età si è abbassata, diciamo intorno ai 13 anni o comunque tra la fine della terza media e la prima superiore. Poi molto dipende dai contesti che frequentano gli studenti fuori dalla scuola, se escono con ragazzi più grandi è più frequente che possano avvicinarsi alla droga, soprattutto alla marijuana».
Per educare e prevenire, ogni anno i carabinieri programmano all’interno degli istituti dei corsi e degli incontri sull’educazione alla legalità e sull’uso delle sostanze. E in questi casi «ciò che colpisce – spiega ancora il luogotenente – è soprattutto l’inconsapevolezza che si commette un illecito, non pensano che possono incorrere in sanzioni o in una segnalazione alla prefettura, alcuni studenti cadono dalle nuvole, dicono “ma come, per una canna”».
Per questo, conclude Orsolini lanciando un messaggio alle famiglie reggiane, «è importante la collaborazione e l’educazione impartita dai genitori. Parlare con i figli, spiegare loro le conseguenze di quello che fanno».
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L’attività che svolge la questura nelle scuole, sottolinea anche il dirigente della Mobile, «non è strettamente finalizzata a un’ottica puramente repressiva quanto invece a mandare un messaggio su cosa sia normale e legale e cosa non lo sia. È, come dice il questore Antonio Sbordone, una lotta allo sdoganamento dell’uso della droga».
Ma che l’età in cui si conosce la droga sia bassa lo conferma anche Battisti: «Statisticamente ci si avvicina a quel mondo attorno ai 12 anni ma non è detto che questo si traduca nel consumo quanto piuttosto nel far parte di un contesto in cui si parla di droga o c’è chi ne fa uso. Tuttavia è ugualmente importante: si entra in un mondo illegale, con le sue regole e dinamiche».
Il passaggio da spettatori ad attori, sempre statisticamente, avviene generalmente attorno ai 16 anni: «Ogni storia è a sé – chiarisce Battisti – ma c’è una costante, ovvero che la droga costa e quando la consumi spendi denaro. Questo denaro poi te lo devi procurare ed è a quel punto che il passaggio è quasi automatico: nel cercare di procurarsi fonti di guadagno aggiuntive si comincia una piccola attività di spaccio per autofinanziarsi».
Uno spaccio che riguarda tutte le età e tutti i livelli e che «anche a Reggio ha delle dimensioni rilevanti: solo per droga quest’anno abbiamo sequestrato più di 214mila euro. Ma da responsabile di polizia dell’ufficio deputato a reprimere il traffico alla droga vi dico che è una lotta che non si vince con la sola repressione ma con uno sforzo corale che coinvolga anche la scuola, le famiglie, la società».
Anche se delle soddisfazioni ci sono: «La sezione narcotici della questura di Reggio – conclude Battisti – per arrestare gli spacciatori utilizza quattro auto sequestrate sempre agli spacciatori. Un bel contrappasso».
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